Come scegliere la wedding planner per il tuo matrimonio?

Ho pensato tanto se scrivere questo post perchè spiegare come scegliere la wedding planner per avere un aiuto professionale durante il giorno del tuo matrimonio è molto difficile.

Voglio dare per scontato che se sei arrivata a leggere fin qui è perche hai già capito che questa figura professionale sarà di reale aiuto nell’organizzazione delle tue nozze.

Quindi, la tua domanda su come effettuare la scelta è più che lecita.

Come scegliere la wedding planner per il tuo matrimonio?

Sono sicura che Google non sia stato di grande aiuto.

La ricerca ti avrà restituito tantissimi risultati. Posso immaginare che, ai primi posti, ci siano i nomi blasonati e più famosi, che operano nel settore da tantissimi anni. Ma forse, non è quello che stai cercando.

Passi oltre e non riconosci un nome, ti sembrano tutti uguali e tutti troppo fantasiosi.  (Bhe, certo, parlo io che ho chiamato l’agenzia “i Matrimoni di Pink” e il blog “Colorato di Pink“… quindi meglio che non continui), ne guardi un paio ma poi rinunci.

Guardi i portali di settore ma la situazione non è più confortante.
Anche qui tantissimi nomi e ai primi posti, insieme ai blasonati, ci sono anche le vetrine a pagamento.

Il gioco si complica.

Ma tu hai pazienza, sei determinata a scegliere la tua wedding planner e inizi a guardare anche i siti web, le pagine facebook collegate, gli altri social.

Quindi è proprio in questa fase che devi analizzare tutti gli aspetti che ti sto per elencare.

Sei pronta? Iniziamo!

Storie, racconti e aneddoti

 

Io adoro le storie, adoro sentire quello che capita e il modo migliore per conquistarmi è raccontarmi qualcosa in maniera semplice. Mi piacciono tanto i racconti di lavoro, quelle piccole cose che accadono durante il matrimonio.

Tutti, ma proprio tutti i fornitori, hanno milioni di aneddoti e racconti sul proprio lavoro. Quando ai matrimoni ci sediamo al tavolo dello staff per un momento di relax, finalmente anche noi abbiamo modo di fare quattro chiacchiere prima di tornare al lavoro e si parla sempre delle esperienze passate.

Un momento esilarante perchè ti posso assicurare che ne senti di ogni genere!

Inoltre, avere storie e aneddoti da raccontare vuol dire aver avuto esperienza, vuol dire essersi confrontati con il vero mondo del lavoro.

Io dico sempre a chi mi chiede come diventare wedding planner che i corsi servono, ma nessun corso ti può preparare al vero imprevisto. Quello lo vivi solo sul momento e come lo gestirai dipenderà da tanti, tantissimi fattori.

Spesso questi racconti sono oggetto di consigli, di preziosi trucchi che tu puoi usare per il tuo matrimonio e vengono postati sul blog con regolarità o sulla pagina aziendale Facebook.

Foto “operative”

Perdona la frase poco professionale ma davvero non sapevo come spiegare questo tipo di foto.

Non sto parlando della gallery fotografica istituzionale perchè quella non deve assolutamente essere parametro per il lavoro di una wedding planner.

Stiamo spiegando come scegliere la wedding planner per il tuo matrimonio e decidere se questa persona può essere quella giusta per te, per voi, non può avvenire tramite delle semplici foto.

Le foto possono essere acquistate: non è un reato ne qualcosa di cui vergognarsi, anche io, ogni tanto, ho comprato delle foto con cui decorare i miei post.
Le foto, poi, di solito, mostrano la bellezza degli allestimenti (fatti da una decoratrice), la bravura della MUA (aka. make-up artist) che ha reso ancora più bella la sposa, la capacità fotografica del fotografo e l’armonia delle composizioni della fiorista.

Come si fa a vedere, da una foto, come la giornata è stata organizzata, come la wedding planner ha aiutato la sposa nella scelta dei fornitori e nella gestione degli imprevisti?

E’ come giudicare un musicista da una foto. Impossibile. E inutile.

Meglio, invece, avere delle foto in cui è all’opera, con lo staff, mentre parla con dei fornitori.

Recensioni

Non esiste il tripadvisor per gli operatori wedding, ma esistono comunque le recensioni.

Sui portali di settore, sulle singole pagine Facebook e sui forum gestiti da spose. Ecco, questi forse prendili un po’ con le pinze, che a volte l’obiettività non è qualità umana!

Leggi cosa dicono, se offre il servizio che stai cercando.

ma infine nulla funziona come

Incontrare la wedding planner

Fai tutte le cose qui sopra e poi… incontra quelle che più ti ispirano. A pelle.

Incontrare la wedding planner è davvero l’unica cosa da fare per capire se questa è la persona giusta per aiutarti nell’organizzazione.

Devi infatti pensare che sulla carta può essere la migliore, ma se poi non c’è feeling e non ci vai d’accordo saranno mesi terribili.

Sai già che l’organizzazione sarà lunga e chi ci è già passata ti ha confessato, tra i denti, che non è sempre stata rose e fiori. Probabilmente, tra le motivazioni che ti spingono ad assumere una wedding planner, c’è anche quello di ridurre lo stress da preparativi e se l’idea di scriverle qualcosa ti fa innervosire, direi che qualcosa non funziona.

Alcuni fornitori li puoi scegliere se bravissimi a dispetto del carattere perchè il tuo contatto con loro sarà limitato. Ma chi sceglie di aiutarti ad organizzare il tuo matrimonio avrà a che fare con te, con voi come coppia e con le vostre famiglie.

Quindi scrivi (mi: claudia@imatrimonidipink.it) o telefona (mi) e prendi appuntamento. La disponibilità di solito è massima, con disponibilità a incontrarsi sia la sera che nel weekend perchè è normale che ci si incontri quando non sei impegnata con il tuo lavoro.
Inoltre il primo incontro è sempre gratuito e non impegnativo. Ti posso garantire che nessuno ti obbligherà ad assumere il professionista per averci preso un caffè e aver spiegato il matrimonio.

Così come l’invio del relativo preventivo non ha costi nè vincoli.

Male che ti vada, hai comunque conosciuto una persona nuova e avrai avuto qualche consiglio.

Io sono disponibile sempre, la mail per scrivermi è claudia@imatrimonidipink.it ma puoi scrivermi anche tramite la pagina di Facebook o con un classico whatsapp al 3495675152.

 

Credit photo: Riccardo Fani

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