La differenza tra acconto e caparra + 5 regole per gestire al meglio i pagamenti del matrimonio

Sono sinonimi, spesso vengono usati come tali, ma ai fini legali sono due parole molto diverse tra loro: la differenza tra acconto e caparra, come scoprirai tra poco, è enorme.

Nei blog di matrimonio si parla sempre di come abbinare le scarpe al vestito, come scegliere i fiori e quali domande fare alla location per non perdere informazioni importanti e fugare ogni dubbio.

Difficilmente si parla di cosa potrebbe andare storto. Cioè, si fa riferimento a fantomatici problemi, ma senza entrare nel dettaglio.

Un po’ perché i matrimoni hanno così tanti imprevisti da gestire che non è possibile scriverli tutti. 

Un po’ perché i problemi dell’organizzazione di un matrimonio sono come il parto: certi dettagli è meglio non conoscerli prima.

È vero che non ti sei mai sposata (o l’hai fatto molto tempo fa), che certe dinamiche ti sono sconosciute e le imparerai solo sul campo quando ti capiteranno, ma è anche vero che conoscere come stanno le cose è sempre cosa buona e giusta.

Per tutto. 

Devi sapere che ogni fornitore gestisce il contratto e il rapporto con il proprio cliente in maniera completamente diversa.

A complicare il già difficile mondo dell’organizzazione del matrimonio ci si mette anche il fatto che non esiste una regola unificata per la gestione dei pagamenti.

Conosco location che, alla firma, vogliono un anticipo del 50%, altre che non chiedono nulla fino a un mese prima. 
Qualcuno ha un contratto molto dettagliato, altri invece vanno “sulla fiducia”.
Qualcuno aumenta i prezzi perché riconosce provvigioni agli altri professionisti con cui collabora, altri non hanno nemmeno una bozza di listino prezzi.

Purtroppo, sono la prima ad ammetterlo, è un mondo per certi aspetti poco trasparente e avere una wedding planner che ti aiuti nella gestione di questo aspetto ti toglie diversi grattacapi.

Uno delle richieste di consiglio che ricevo più spesso, appunto, riguarda il contratto con i fornitori: “è normale che…” 

Certo, puoi chiedere alla tua amica che si è appena sposata, ma se la sua esperienza è diversa dalla tua, ti dirà che non è normale perché a lei non era capitato. Non è un metro di paragone corretto.

Meglio sapere di avere a che fare con qualcuno che, negli anni, ha incontrato i più disparati casi di gestione di un contratto.

Forse ancora stai cercando di capire se io sono la coordinatrice migliore per te (comunque la risposta è Sì, lo sono), quindi ho preparato questo post/mini guida per aiutarti a farti strada nell’incasinato mondo dei pagamenti con i fornitori di matrimonio.

Partiamo, però, da una conoscenza fondamentale:

La differenza tra acconto e caparra

Questa differenza è fondamentale per gestire al meglio eventuali problemi che potrebbero capitare.

PRESTA ATTENZIONE perché la differenza è veramente sottile.

1.Acconto

L’acconto serve quale “prenotazione” di un determinato bene o servizio. E consiste, di solito, nel versamento di una parte del prezzo totale per il servizio o il bene.

Nel caso di inadempimento da parte di uno dei due, cioè accade che quel bene non viene venduto o il servizio non viene erogato, la parte che ha ricevuto l’acconto sarebbe tenuta a restituirla all’altra.

Mi permetto un esempio pratico: se hai ordinato le bomboniere in un negozio, hai versato un acconto e -per vari motivi- l’ordine non si conclude, il negozio ti dovrebbe restituire l’acconto.

2.Caparra confirmatoria

Anche la caparra serve come “prenotazione” di un determinato bene o servizio. Ed è, esattamente come sopra, il versamento di una parte del prezzo totale per il servizio o il bene.

La differenza sostanziale sta nel caso di inadempimento.

Infatti, se quel bene non viene venduto o il servizio non viene erogato:

  • se la parte adempiente è quella che ha dato la caparra, potrà richiedere la restituzione del doppio;
  • se la parte adempiente è quella che ha ricevuto la caparra, potrà, invece, trattenerla.

Quindi, riprendendo l’esempio di prima: se hai ordinato le bomboniere in un negozio e hai versato una caparra e poi l’ordine non si conclude bisogna per prima cosa individuare di chi è la colpa.

  • se è colpa del negozio che non ha provveduto a fornirti le bomboniere, sei autorizzata a chiedere la restituzione del doppio della caparra versata;
  • se è colpa tua che non vuoi più acquistarle, il negozio è autorizzato a trattenere i soldi che hai anticipato.

RIPETO: la differenza sostanziale, come vedi, sta in caso di inadempimento.

E se accadono problemi e non è specificato da nessuna parte la natura dell’importo versato? Prima di arrabbiarti, cerca una via ragionevole, un compromesso. Se proprio non c’è modo di venirsi incontro, bisognerà affidarsi ad un bravo avvocato che applica la legge nelle sue varie forme.

Credo che sia bene sapere questa differenza per essere cosciente in merito al contratto che stai firmando.

Ecco perché ho tenuto a spiegartelo in maniera (spero!) chiara e semplice.

Arriviamo però ora a conoscere alcune regole da tenere a mente quando chiudi un accordo con i fornitori del matrimonio. Forse non sei avvezza a questo tipo di modalità e sei più favorevole alla stretta di mano come garanzia della parola data.

Ti ricordo, però, che siamo nel 2018 e che un buon contratto è la miglior tutela per il tuo matrimonio. 

“Patti chiari e amicizia lunga” è un detto in cui credo fermamente!!

5 regole per gestire al meglio i pagamenti del matrimonio

1. Firma un contratto

Che banalità questa affermazione, vero?

Sembra quasi scontato, la normalità, eppure sono tanti i fornitori che non hanno un contratto. Gli accordi si prendono a voce, si negozia qualcosa si versa un acconto e poi si spera nella professionalità.

Ecco, non mi sembra un ottima idea in generale. Perché se per l’acquisto di un bene le cose sono abbastanza semplici (esempio: abito da sposa, bomboniere, partecipazioni), quando parliamo di servizi è bene dettagliare ogni voce e chiarirsi su ogni aspetto.

Soprattutto saprai con certezza che la somma che stai versando per bloccare la data è un acconto o una caparra confirmatoria.

Solo un contratto garantisce entrambe le parti e mette le cose “nero su bianco”.

 

2. Negozia alcuni aspetti (e falli mettere nero su bianco)

Ti piace quel fornitore, fa esattamente al caso tuo, ma la forma di pagamento standard che propone per te è difficile da onorare. Oppure hai concordato orari o trattamento economico diverso.

Una leggera e ragionevole trattativa è lecita, l’importante è non sminuire il lavoro del professionista e far sì che il contratto venga modificato come ad accordi.

PS: Sulla ricevuta della somma anticipata per fissare la data, fatti sempre scrivere se si tratta di acconto o di caparra.

 

3. Dai seguito agli accordi verbali con una mail

Il contratto è firmato, gli aspetti maggiori sono stati concordati da entrambe le parti e ora, davanti ad un caffè, state decidendo i dettagli.

Dopo la chiacchierata, che sono sicura sarà stata molto piacevole e con il fornitore si è creata una bella intesa, manda una mail riepilogativa. 

Con tutto quello che vi siete detti, le cose importanti da tenere a mente. Un lavoraccio, lo so, ma è molto utile.

A te, per ricordarti esattamente cosa volevi, a lui per fissare ulteriormente passaggi importantissimi.

Se ti sembra di dare poca fiducia, ricorda: “Patti chiari, amicizia lunga”.

 

4. Fatti rilasciare la ricevuta di ogni pagamento

Il professionista ha incassato del denaro. DEVE rilasciarti la ricevuta.

Su questo punto NON TRANSIGO.

Ad ogni prestazione deve corrispondere la fattura. Non solo perchè i controlli fiscali sono sempre più stretti e possono portare grosse conseguenze a sposi e fornitori, ma per correttezza e legalità.

Ogni fornitore che tratta direttamente con me e per il quale io garantisco la professionalità, dopo brutte esperienze passate, deve lavorare in regola.

Gli accordi “un po’ e un po’” sono molto rischiosi, non valgono nulla quando ci sono problemi grossi (e capitano più spesso di quello che credi) e non tutelano nessuna delle due parti.

Decidi tu se mandare a rischio il tuo matrimonio per risparmiare l’IVA sulla prestazione.

 

5. Il saldo avviene sempre entro  il giorno del matrimonio

Sì, questa è una cosa normale.

Il saldo della prestazione avviene SEMPRE entro il giorno del matrimonio. L’unica eccezione è per il fotografo: di solito chiede un anticipo fino all’80% del valore della prestazione al giorno del matrimonio e il saldo alla consegna delle foto.

Per tutti gli altri fornitori, è regola pagare addirittura con un giorno d’anticipo.

Sai perché? Come per ogni compravendita il pagamento deve avvenire alla consegna della merce. Peccato che il giorno del matrimonio non potrai andare col portafogli a pagare il fiorista o fare un bonifico automatico dal cellulare al musicista, quindi è cortesia provvedere a saldare i conti il giorno prima.

Per cifre minori, puoi sempre affidare a me la busta con i contanti e provvederò io a saldare quanto dovuto.

Hai paura che quel giorno lavorino male, le aspettative non siano all’altezza o ci siano altri problemi? Hai firmato un contratto e hai mandato le mail con le tue richieste, giusto? Quindi non ti devi preoccupare: hai “il coltello dalla parte del manico” per eventuali rivalse.

Ma sono sicura che quando tutto è fatto correttamente è solo grazie ai professionisti validi che non deluderanno le tue aspettative: anzi, le supereranno.

Alla fine, alla base di tutto, ci deve sempre essere la fiducia sulla professionalità. 

Se pensi che un servizio non valga la cifra che chiede, non la spendere. 

 

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Ho scelto la massima trasparenza nei rapporti con i miei clienti, con le coppie che si affidano a me. 

Invio il listino prezzi e racconto come si svolge il servizio a chiunque lo chieda. Perchè non ha senso nascondersi dietro il dito e mi piace che quando mi chiami per il matrimonio sai già che sono la persona giusta per te.

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differenza tra acconto e caparra

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