Lettera aperta alle spose che stanno perdendo di vista il vero motivo del matrimonio.

Cara sposa,

probabilmente quando leggerai questo mio messaggio e quello che sto per dirti non crederai ad una sola parola. Anzi, forse risulterò pure un po’ antipatica.

Non penserai nemmeno per un attimo che io possa aver ragione.

Se lo leggi troppo presto, a preparativi appena iniziati, penserai che stia esagerando.

Se lo leggi troppo tardi, a preparativi ormai inoltrati, anzi, verso la fine, penserai che non ti capisco e che non posso sapere come ti senti tu.

Sicuramente non potrò mai sapere quello che provi e come stai, ma ti assicuro che STAI ESAGERANDO.

La tua dedizione ai preparativi è ammirevole.

La passione e l’attenzione che stai mettendo nell’organizzare quello che sarà per davvero il giorno più bello della tua vita sicuramente fa capire quanto tu ci tenga alla perfetta realizzazione dell’evento.

Ed è sacrosanto che sia così: stai spendendo tanti soldi, vuoi davvero rendere memorabile quella giornata.

Il tuo matrimonio sarà memorabile.

Sta a te decidere se lo sarà in positivo o in negativo.

Purtroppo, se continui con questo atteggiamento, sarà un ricordo positivo solo per te per tuo marito, mentre per i tuoi invitati sarà un incubo dal quale vorranno scappare il prima possibile.

Non ci credi?

Fare una scenata perché tua suocera ha comprato un abito color cipria o nero, quindi fuori dal galateo, ritenere che una tua invitata ti manchi di rispetto perché indosserà una scarpa bianca o un cardigan/stola/pochette di colore chiaro, litigare con qualche amica perché non ha rispettato l’esatta tonalità di colore che piace a te… sono affermazioni forti.

Litigare con un fornitore perché ha osato fare una lieve modifica -tra l’altro, migliorativa- rispetto a quello che avevi richiesto senza avvisarti per tempo, rifiutarti di saldare un lavoro perché il pantone è più chiaro rispetto a quello usato in tutti gli altri allestimenti e gridare al boicottaggio, minacciare di denunciare qualcuno solo perché è in ritardo con una consegna (ritardo rispetto a quanto definito, ma comunque nei tempi per il matrimonio)… è sempre sbagliato.

Certo, se il danno apportato è molto grave e hai anche firmato un contratto o hai modo di provare che le cose non sono andate come concordato, allora hai dalla tua la legge.
E che spesso i fornitori non hanno alcun buon senso della comunicazione.

Peccato che nel 90% dei casi le cose non stanno mai così.

Piangere e disperarsi perché il nastro è della misura diversa di 2 mm rispetto a quello concordato.

Piangere e disperarsi perché hai guardato il meteo 15 giorni prima e quel giorno sembra che pioverà.

Piangere e disperarsi perché la tua damigella non ha trovato la stola che tu immaginavi.

È SEMPRE SBAGLIATO.

 

Io so che sei stressata da questi preparativi.

Ti sei resa conto che le cose da fare sono molte di più quello che pensavi, intorno a te hai trovato meno entusiasmo rispetto all’inizio, forse le famiglie non contribuiscono come vorresti.

Hai avuto molte più disdette del previsto e ti trovi a dover pagare comunque un minimo di ospiti, quell’amico che tanto si era raccomandato ti ha dato buca pochi giorni prima e l’abito che hai fatto fare alla sarta non assomiglia per niente alla foto che hai portato.

Ti capisco, più di quello che credi.

Ma devi mantenere la lucidità, per valutare se il danno di cui parli è reale, se si può risolvere e come.

Un nastro diverso, le previsioni 15 giorni prima, una damigella non perfettamente coordinata alle altre NON SONO PROBLEMI GRAVI.
Se gli ospiti si presentano con i jeans, con un dettaglio bianco o con un abito che tu non reputi adatto NON TI STANNO MANCANDO DI RISPETTO.

Ma devi essere lucida per valutare quale danno è.

E, soprattutto, renderti conto che non sono queste le cose che rovineranno il tuo matrimonio.

O meglio, lo rovineranno perché TI STAI RENDENDO ODIOSA. Ai tuoi invitati e ai tuoi fornitori.

Gli invitati faranno il conto alla rovescia per il giorno delle tue nozze, solo perché così passerà più in fretta e non vedono l’ora del taglio della torta, così potranno andare a casa e addio alla disco o all’open bar che hai pagato profumatamente.

I fornitori arriveranno stressati, in ansia e agitati. Questo mood non permette a nessuno di lavorare al meglio, ma solo di “chiudere in fretta il lavoro”.

Te lo posso garantire 4 volte.
La prima, come ex sposa. Ho scoperto per la prima volta tanti anni fa le emozioni di chi sta organizzando un matrimonio
La seconda, da futura sposa. Dopo 10 anni, ho l’occasione di provare ancora questi sentimenti contrastanti.
La terza, da wedding planner. Più lucida, ma sempre vicino alle spose.
La quarta, da sorella maggiore. Che ormai sto invecchiando pure io.

Ti assicuro che tu, quel giorno, non ti accorgerai di nulla.

Guarderai quei nastrini che ti hanno fatto piangere e scoprirai che stavano bene comunque. Osserverai il lavoro dei fornitori e vedrai che sarà fatto ancora meglio di come ti immaginavi. Ti renderai conto da sola che quell’abito, alla tua amica, stava molto bene e lei si sentiva a suo agio.

Forse nei giorni dopo ti arriverà qualche critica, ti renderai conto che c’erano delle imprecisioni ma saprai da sola che non hanno rovinato il giorno più bello della tua vita.

E che, alla fine, quello che conta è che siate marito e moglie, che siate sposati.

Perché durante questi mesi si rischia di perdere di vista la parte importante della faccenda, cioè che stai per sposare il tuo grande amore.

Di dimenticarti dell’importanza del rito, della promessa vincolante e della firma che vi renderà legati e responsabili l’uno dell’altra.

Perdi di vista che il vero rito del matrimonio dura 10 minuti, ed è quel momento in cui vi prendete come sposi, nella gioia nel dolore, in salute e in malattia e di amarvi e onorarvi a vita.

STOP. 

Tutto (e dico TUTTO) il resto è superfluo.

Quella promessa la puoi scambiare anche in tuta, per festeggiare è sufficiente un pasticcino e chiunque può testimoniare la firma di quell’atto.

 

Bada bene, non sto dicendo che tu non debba impegnarti per un matrimonio perfetto, che debba rinunciare a quell’abito stupendo o che ti debba accontentare.

Sarei sciocca, visto che sono la prima a continuare a sottolineare l’importanza dei particolari e dei dettagli.

E che io stessa impegno tanto tempo per rendere davvero perfetto il giorno del matrimonio delle mie clienti.

Ma devi guardare tutto nel complesso, perché scene di pura isteria per piccole incomprensioni con i fornitori, post da pazze isteriche nei gruppi dedicati, commenti di ragazze che -testuali parole- “piangono ininterrottamente da giorni perché va tutto male” salvo poi scoprire che sono dettagli da poco vanno contro il buon senso del matrimonio.

 

 

Hai ragione, il giorno del matrimonio è solo uno, ma ti assicuro che, comunque vada, sarà perfetto!

Ti abbraccio forte,

Claudia

 

PS: questo post è dedicato a tutte le ragazze che perdono il senso del passo che stanno facendo, a quelle che -senza rendersene conto- stanno rendendo la vita un’inferno alle persone a fianco a loro, che vedono problemi dove non ci sono e hanno per un attimo dimenticato quanto amore ci sia intorno a loro e quale gioia stiano comunque vivendo e di quanto siano fortunate a poter dire di sposare l’amore della vita.

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