Certificazione wedding planner: capiamo di più!

Certificazione wedding planner: esiste, ad oggi, un argomento così tanto importante per la mia professione? Non penso proprio!

La wedding planner è un lavoro magnifico, il lavoro che da sempre ho voluto fare, per cui ho studiato tanto, che si è realizzato nel 2012 e concretizzato come lavoro a tempo pieno dal 2017. 

Ma come tutte le professioni abbastanza recenti, che sono nate e cresciute negli ultimi 15 anni, soffre della mancanza di regole chiare e precise.

Finora tutto è stato lasciato un po’ al caso e al buon senso di chi svolge da tempo il lavoro dell’organizzatrice di matrimoni. 

Ci sono tantissimi corsi, per ogni budget, durata e difficoltà, ma nessun certificato ufficiale.

Tante colleghe prestano il loro nome per vendere corsi che ti insegnano a organizzare matrimoni, ma nessuno di questi è certificato. 

L’argomento però è di quelli hot, nuovo e molto dibattuto e non me la sento di affrontarlo da sola.

Per questo ho chiamato ai microfoni del podcast proprio Clara Trama, wedding planner e presidente della A.I.W.P., Associazione Italiana Wedding Planner per parlare della certificazione wedding planner.

Non è un nome scelto a caso: è stata proprio Clara Trama a cominciare le pratiche per ottenere il riconoscimento ufficiale, il bollino blu delle wedding planner. 

Se vuoi ascoltare il podcast per intero, clicca qui: https://www.spreaker.com/episode/22660651 

Certificazione wedding planner: capiamoci di più!

Clara Trama ha deciso di fondare l’A.I.W.P. con l’obiettivo di tutelare la professione dell’organizzatrice di matrimoni.

Clara fa la wedding planner con successo da 17 anni e ha accolto una vera e propria richiesta da parte della categoria: quella di veder riconosciuto e regolamentato il lavoro.

La wedding planner è un lavoro che rientra nella famosa “Legge 4”, cioè una delle professioni non riconosciute da ordini o associazioni.

Per poter essere una professione riconosciuta, dunque, c’è stato l’obbligo di creare una vera prassi di riferimento che avrebbe poi portato a poter richiedere una vera e propria certificazione ufficiale. 

La certificazione è volontaria ma, ad oggi, è l’unico registro che permette alle wedding planner di essere riconosciute come professioniste.

Non è obbligatoria, ma è sicuramente molto importante averla.

Come si fa ad accedere alla certificazione?

La AIWP si è rivolta ad un ente che emetterà la certificazione ufficiale. Per accedere alla certificazioni sono state individuate caratteristiche ben precise che la wedding planner deve avere.

A confermare queste caratteristiche ci sarà un esame con due prove scritte e una orale.

La certificazione ottenuta vale 5 anni dalla sua emissione ed è una certificazione valida a livello europeo.

AIWP è la prima associazione in Italia e in Europa ad essersi mossa concretamente per raggiungere un piccolo traguardo per chi organizza matrimoni. 

Clara fa notare come la certificazione sia condizione fondamentale non solo per tutelare il cliente, ma anche per tutelare noi stesse.

Oggi, infatti, se un cliente fa causa ad una wedding planner per un lavoro fatto male, quasi sicuramente ne usciremmo sconfitte perchè oggi non siamo riconosciute come professioniste ma solo come consulenti.

Con la certificazione, invece, siamo riconosciute professioniste a tutti gli effetti e, oltre ad avere la classica assicurazione RCA, possiamo avvalerci di una assicurazione dedicata.

L’associazione ha già pronte delle polizze apposite per la categoria.

Non basta un contratto a tutelare wedding planner e cliente?

Si tratta di due questioni diverse ma entrambe importanti.

Avere un contratto è fondamentale (e ne abbiamo parlato in maniera approfondita nel podcast con Michela Tombolini e anche in questo articolo del blog), ma non sufficiente.

Se succede qualche danno il giorno del matrimonio, come si tutela la wedding planner? Dovrà rispondere con il proprio patrimonio personale.

Quali sono stati gli esiti dopo la pubblicazione della prassi?

La certificazione è una cosa nuova: la conferenza stampa ufficiale che ha presentato a tutta la nazione la novità in materia wedding è stata l’11 giugno 2019.

Intorno a questa novità, però, c’è stata tanta polemica. E a sollevarla sono state proprio le wedding planner che tanto l’hanno invocata fino a poco tempo fa.

Dal mio punto di vista si tratta di una polemica sterile, che lascia il tempo che trova: le cose che non si conoscono non vanno giudicate, ma valutate.

Clara è riuscita a trarre da questa situazione un grosso stimolo. I giudizi espressi sono stati fondamentali per poter ampliare il testo e sistemare tutte le cose che non vanno nella prassi di riferimento, così che più persone possano accedere alla certificazione.

Solo una persona che crede così tanto nella professione della wedding planner e nell’essere sempre un professionista migliore si poteva impegnare così tanto per poter permettere alla categoria di uscire da una generica Legge 4.

Infatti, quella promossa dall’Associazione Italiana Wedding Planner è la prima certificazione in assoluto. Prima, non esisteva nulla.

Le WP si sono sempre lamentate del mancato riconoscimento della professione: oggi, finalmente, ci siamo e sta per nascere il bollino blu delle wedding planner.

Il bisogno di ordine e di regole

Le regole esistenti oggi nel mondo wedding sono regole autocostruite, che ogni wedding planner si è in qualche modo inventata. Però l’esperienza di ogni professionista è diversa l’una dall’altra, anche perchè la maggior parte di chi fa questo lavoro è nato per hobby e passione.

Clara stessa racconta di essere stata prima di tutto una commercialista e solo per divertimento ha cominciato ad avvicinarsi al mondo degli eventi privati, organizzando cene, feste e i matrimoni delle amiche.

Solo nel tempo si è resa conto che questo sarebbe potuto diventare un vero e proprio lavoro. Quando ha cominciato, 17 anni fa, non c’erano corsi. Di nessun genere. Che oggi ci sia addirittura una certificazione è un grande momento.

Formazione: la parola chiave di ogni professionista

Formazione vuol dire crescere.

Crescere significa evolvere, sia interiormente come persone che professionalmente.

La certificazione serve anche a dare linee guida alla creazione di nuovi corsi, che siano validi e seri.

Che consigli dare alle novelle wedding planner?

A chiunque si stia per avvicinare a questa professione, Clara consiglia di valutare con grande attenzione sia le materie trattate nel corso che le competenze e le conoscenze trasversali.

Altrettanto importante è scoprire chi sono i docenti e che tipo di possibilità offre il corso.

Alla fine delle ore in aula sarebbe utile poter approfondire dal vivo il matrimonio, non solo quel giorno facendo facchinaggio, ma partendo dal colloquio con gli sposi, insegnando la timeline delle attività da quando si prende l’incarico fino al giorno del matrimonio.

Non basta sapere come organizzare un evento, bisogna valutare anche tutte le competenze che ti permettono di essere una vera professionista.

Fare la galoppina va bene, ma è meglio imparare il processo.

A questo punto, il costo del corso, dovrebbe passare in secondo piano. Se pensi che un corso costa troppo, chiediti sempre “quanto vali”.

Io e Clara, nonostante ormai facciamo questo lavoro a tempo pieno, studiamo ancora tantissimo.

La wedding planner è una professione difficile, che non si fa mai sotto casa, quando vuoi tu e gli sposi non vengono mai a suonare il campanello quando vuoi tu.

Infatti, sarebbe bene aggiungere corsi di marketing per acquisire competenze davvero preziose.

“Quando si è imprenditori non si può avere una mentalità sindacalista”

E con questa frase, detta da Clara, possiamo anche chiudere la questione certificazione wedding planner.

Ma tornando all’organizzazione del tuo matrimonio, ricordati che puoi scaricare la checklist per le tue nozze.

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