Fare questo post è diventata una necessità proprio quest’anno, quando mi sono trovata a organizzare un sacco di addii al nubilato. Il più importante è stato quello di Chiara, la mia migliore amica, che si sposa a settembre e di cui io sono la testimone.
Ma, inevitabilmente, mi sono trovata coinvolta anche in quello di altre amiche, tutte future spose nel 2026, semplicemente perché notavo che nei gruppi non c’era una buona gestione, e che le amiche più strette della sposa non prendevano in mano la situazione.
Non solo. Negli anni ho raccolto anche tutti i racconti delle mie spose, le quali sono state coinvolte in vari addi al nubilato, alcuni validi altri… da dimenticare.
Quindi, visto che il mio lavoro è aiutare le spose a organizzare il giorno del loro matrimonio, e in qualche modo anche l’addio al nubilato è parte di questa organizzazione, ho preparato un post che è un tutorial su come organizzare un buon addio al nubilato.
Perché si fa l’addio al nubilato e a chi tocca il compito di organizzare l’addio al nubilato
Partiamo dalle basi: quando una ragazza si sposa è usanza organizzarle l’addio al nubilato. Che cos’è l’addio al nubilato? È una festa, una serata, una giornata, un weekend, insomma, un momento di durata variabile da qualche ora di una cena a un intero weekend o una vacanza, in cui la sposa passa del tempo con le amiche più care.
L’invito è esteso a tutte quelle donne che la sposa considera amiche.
L’idea di massima è passare insieme alle proprie amiche una serata goliardica, spensierata, senza uomini. Quando parlo di goliardia non intendo per forza esagerazioni o attività di cui ci si può pentire dopo, ma faccio riferimento a tutti quei momenti “tra donne” che hanno caratterizzato i momenti da single.
Penso alle serate in cui chiacchierava di ragazzi, scarpe e vestiti, alle preparazioni nello stesso bagno, scegliendo insieme cosa indossare, solo per passare del tempo insieme, ridendo e scherzando. L’obiettivo è regalare alla futura sposa un momento senza pensieri, lontano dalle incombenze quotidiane di lavoro, bollette e, magari, figli, e per farla rilassare durante i preparativi delle nozze.
L’addio al nubilato deve regalare alla sposa un momento spensierato.
Chiarito questo punto, qualcuno si deve prendere l’onere dell’organizzazione dell’addio al nubilato, sapendo che sarà la cosa più faticosa dell’anno. Infatti, all’addio al nubilato partecipano le amiche della sposa, ma non è detto che queste amiche tra loro si conoscano, e nemmeno che abbiano gli stessi gusti e le stesse abitudini. Ci sarà il gruppo delle amiche da single, con cui si faceva serata fino alle 6 del mattino, ballando sui tacchi in discoteca, ma ci sarà anche il gruppo delle amiche dello yoga, conosciute anni dopo, e due gruppi così distanti sarà molto difficile possano andare d’accordo.
Di solito, il compito di organizzare ricade sulle testimoni della sposa. Infatti, la testimone di solito è la persona più vicina alla sposa, la sua migliore amica, la sorella o comunque qualcuno che ha grandissima confidenza.
E se il testimone fosse un uomo, ad esempio il fratello o il migliore amico, o magari la testimone vive molto lontana e quindi è impossibilitata a organizzare, o semplicemente è in un momento brutto della propria vita e non può dare il sostegno necessario? In quel caso, il compito passa a qualche altra amica molto organizzata che è disposta a farsi carico dell’evento.
Questa amica può farsi aiutare da un’altra amica, con cui però deve condividere l’idea di festeggiamenti e di organizzazione. Non basta avere buona volontà, bisogna essere allineate sul modo di agire (e tra poco svelerò perché).
Come si inizia a organizzare un addio al nubilato?
Bene, abbiamo l’organizzatrice dell’addio al nubilato. Questa persona è pronta a preparare tutto e a fare da tramite tra la sposa e il resto delle amiche.
L’addio al nubilato si organizza tenendo conto di alcuni parametri:
- I desideri della sposa in merito ai festeggiamenti
- La sua disponibilità di giorni/tempo
- L’elenco delle persone che parteciperanno
Ora li vediamo nel dettaglio.
1- I desideri della sposa in merito ai festeggiamenti
Essendo la sua festa, mi sembra ovvio che sia lei a dettare lo stile. Vuole un momento rilassante o “pazzerello”? Vuole fare un’esperienza speciale? Vuole passare qualche giorno lontano dall’Italia, all’estero? Preferisce mare, montagna o città d’arte? Ha qualche tipo di impedimento?
Inoltre, bisogna anche pensare al carattere della sposa: party girl? Timida e introversa? Allegra e casinara? Rilassata?
Capite che a una persona timida non si può proporre uno spogliarello, ma nemmeno una visita al museo a qualcuno che per una sera vuole completamente staccare la testa e tornare leggera e spensierata per una notte.
Non bisogna chiedere a lei cosa vuole fare, ma l’incaricata dell’organizzazione deve capire che mood vuole avere la sposa. Dunque, l’amica designata si muoverà per trovare soluzioni che siano in linea con i desideri della sposa.
Ti racconto questo aneddoto. Ho partecipato all’addio al nubilato di una mia cara amica, su cui però non ho messo becco nell’organizzazione. L’ho fatto volontariamente, accettando ogni idea che avrebbero proposto le sue testimoni. Alla fine, hanno scelto di organizzarle un corso di cucina vegano.
Che l’idea sarebbe anche figa, peccato che: la sposa odia cucinare, non è vegana – né le interessa la cosa -, per stare nel budget (basso) hanno rinunciato alla parte di alcool, quindi abbiamo solo potuto brindare alla fine. Non dimenticherò mai la sposa vicina a me, che mi sussurra: “Io non mi sto divertendo, non era quello che volevo” e io che le rispondo: “Non ti preoccupare, mi sono già organizzata con un’altra ragazza e dopo ti portiamo a ballare”.
Questa esperienza infatti si sarebbe conclusa poco prima di mezzanotte, e io nel gruppo ho sollevato l’obiezione che fosse un po’ presto. Ma mi sono sentita dire che non volevano fare tardi (anche se il giorno dopo era domenica), o altre robe simili. Quindi, io e un’altra ragazza, che già conoscevo, ci siamo organizzate per i fatti nostri e l’abbiamo portata a ballare, riportandola a casa molto allegra e felice alle 6 del mattino.
Ecco, prima di pensare a qualunque attività, sii certa che alla festeggiata piaccia.
2- La sua disponibilità di tempo
Dopo, devi pensare al periodo in cui farlo, ovvero in cui la festeggiata sia disponibile. Magari ha un periodo di lavoro intenso, oppure ha altre priorità o problemi personali, quindi bisogna chiedere a lei, per forza, quali sono le date papabili e chiederle di opzionarle.
Non mi piace quando viene coinvolto il fidanzato, perché spesso non conosce tutti gli impegni o non percepisce come sta lei. Dunque, conviene chiederlo alla sposa direttamente. Tanto, sa che le amiche le organizzeranno qualcosa…
3- La presenza delle altre invitate
A questo punto, si cerca di capire in quali date saranno presenti il numero maggiore di amiche, e sicuramente in quali ci sono le sue amiche più intime.
Quando ho organizzato l’addio al nubilato di Chiara, ho presentato solo date in cui la sposa, io e l’altra testimone eravamo libere. E poi, ho scelto quella in cui erano presenti più persone. Stop.
Una volta che data e attività sono più o meno definite, si può iniziare a organizzare concretamente.
Come gestire il gruppo dell’addio al nubilato: la tecnica del bastone e della carota
Il gruppo dell’addio al nubilato è un vero e proprio esperimento sociale, una fossa dei leoni in cui l’organizzatrice si trasforma in un domatore esperto e senza pietà.
All’interno del gruppo dell’addio al nubilato non esiste la diplomazia né la democrazia, ma un regime autoritario illuminato, dove si fa finta di dare ma in realtà è già tutto stabilito. È un lavoro di pazienza e di abilità di trattative che potrebbe essere usato in politica internazionale per risolvere buona parte dei conflitti. L’unica cosa certa è che da questa esperienza, l’organizzatrice ne uscirà provata.
Il modo migliore per poterlo gestire è quello di limitare le interazioni e le idee. L’organizzatrice scrive nel gruppo olo per comunicare le opzioni di date, le opzioni di evento, le opzioni di budget. Stop. Se si lascia a tutte la possibilità di dire la propria idea, ci si trova a gestire situazioni improbabili.
Infatti, l’invitata media non pensa alla sposa, ma propone idee che potrebbero piacere a lei e che rappresentano il proprio essere. Lo fa perché vuole essere partecipativa, ma la buona volontà non basta. Pensa all’esempio sopra: sai perché è stata scelta la cucina vegana? Perché la testimone è intollerante al lattosio, e così facendo ha fatto una cosa che interessava a lei con la scusa del “almeno tutti possono mangiare”. La sposa, invece, avrebbe preferito una grigliata mista sulla spiaggia!
Oppure, nel gruppo di Chiara una ragazza ha proposto i classici giochi imbarazzanti, tipo quelli dove la sposa va in giro vestita in maniera ridicola e viene invitata a fare cose imbarazzanti. Forse si è dimenticata che la amica non solo non è quel genere di persona, ma soprattutto è incinta! Cosa la mando a fare col pancione? Ovviamente, io e l’altra testimone abbiamo lasciato cadere nel dimenticatoio la proposta.
La questione dell’attività deve tenere conto di un’altra enorme variabile: il budget a disposizione.
La regola principale è che la sposa, quel giorno, non paga niente, quindi la sua quota viene divisa per il numero di partecipanti. Ad esempio, se uscite a cena e siete in 10 inclusa la sposa, la quota viene divisa per 9.
Poi, è carino preparare dei gadget per la sposa e per le invitate, qualcosa che “faccia gruppo” e dia un po’ il tono scherzoso della faccenda. Per fortuna oggi questa parte è gestibile, perché se si vuole spendere poco, esistono tanti siti cinesi dove acquistare gadget simpatici per pochi euro.
Infine, è usanza che le amiche facciano alla sposa dei regali. Il più tradizionale è composto dal “kit per la preparazione”, cioè la vestaglietta, le ciabattine e magari intimo o la giarrettiera. Ma può essere anche altro. Ad esempio, all’ultimo addio al nubilato che è stato fatto in due parti perché la sposa ha amiche sia in Sardegna che a Milano, il gruppo sardo le ha regalato il kit per la preparazione, e noi di Milano le abbiamo regalato un costume bianco da usare il giorno dopo (faremo un pool party) e da portare in viaggio di nozze, che sarà ad Aruba.
Tutto questo, ovviamente aumenta il budget di base.
Una cena costa meno di un weekend fuori, mi sembra ovvio. Un weekend in una capitale europea costa meno di un weekend al mare, magari a Ibiza o a Mykonos, ma si potrebbe pure andare a Riccione o in una spa con piscina esterna. Insomma, le idee sono tante e possono essere anche diverse con diversi budget, purché in linea con i desideri della sposa.
Quindi, il mio consiglio all’organizzatrice è di preparare un prospetto il più possibile realistico della spesa.
Tutta questa preparazione deve essere fatta PRIMA di sottoporre le idee al gruppo delle amiche, perché il linciaggio è dietro l’angolo. Ecco perché ho parlato di “bastone e carota”: l’organizzatrice deve alternare l’imposizione e il pugno di ferro a dei momenti di finta concessione. Mi spiace, ma solo così funziona.
Il problema del budget
Cosa succede se non tutti vogliono spendere certe cifre? Dal mio punto di vista, bisogna organizzare due attività diverse: una che è il più possibile vicina a quella che vuole la sposa, l’altra che sia qualcosa di carino a buon mercato, così da poter coinvolgere tutte quante.
Infatti, non tutte le amiche hanno a disposizione tempo e budget. Da chi ha difficoltà economiche, e magari mettere sul piatto 300/400 € per una festa incide sul budget famigliare, ma bisogna considerare anche chi non vuole spendere quei soldi per una persona a cui vuole bene ma che non è così importante, o addirittura spendere soldi per una roba che a lei non piace.
C’è anche chi non può stare fuori casa nemmeno una notte, ma è felice di ritagliarsi due o tre ore per una serata tutte insieme.
Qui i compiti dell’organizzatrice dell’addio al nubilato diventano difficili, perché deve decidere se portare avanti l’idea della sposa, e quindi escludere automaticamente chi non può partecipare, oppure se rinunciare all’idea della sposa per includere le altre, oppure esagerare e organizzare due eventi.
Dal mio punto di vista si possono organizzare due tipi di eventi, quindi fare quello che la sposa desidera, che sia un pochino più ad alto budget, e fare poi una cosa un po’ più leggera dove poter coinvolgere tutte quante.
L’addio al nubilato è un momento di festa con le amiche, non è detto che debbano esserci tutte e non è detto che tutte debbano essere allineate con le attività.
Insomma, bisogna salvare capra e cavolo e mediare, tenendo conto che tutti devono essere pronti a rinunciare a qualcosa.
I gruppi che non funzionano, i gruppi dove c’è sempre una discussione, sono gruppi anarchici, in cui tutti dicono tutto ma nessun prende per davvero in mano l’organizzazione e non si decide mai niente. Tante idee, zero azione.
E il gruppo finisce male, si passa il tempo a litigare e il clima di insofferenza si percepisce persino il giorno del matrimonio.
L’organizzazione in mano a tanta gente non funziona, nessuna organizzazione gestita da troppe persone funziona, perché ci sono troppe idee e troppe teste. C’è bisogno di qualcuno che sta a capo, che abbia bene chiaro l’obiettivo da raggiungere e che porti avanti tutto quanto.
Se pensavi di organizzare l’addio al nubilato aprendo un gruppo whatsapp, buttando dentro gente e sperando che tutto funzionasse, sei stata ingenua. E ne ho le prove! Sono stata in tanti gruppi di addii al nubilato, e quelli che funzionavano avevano la gestione di cui sopra.
Non sono andata a tutte le feste, perché a volte non mi piaceva ciò che avevano organizzato, non mi piaceva il gruppo o più banalmente perché non potevo causa lavoro. Ma per le mie amiche ci sono sempre stata, mettendo da parte i miei desideri e partecipando col cuore a ciò che a loro piaceva.
Spero che questo lunghissimo post sia di aiuto a tutte le amiche che sono coinvolte nell’organizzazione. E se sei una delle future spose, puoi mandarlo alle tue testimoni. Sono sicura che avranno piacere a una guida utile per poter gestire l’addio al nubilato della loro cara amica.
Foto di copertina realizzata con Chat GPT
