Tutte le spose hanno iniziato a organizzare il matrimonio esclamando a gran voce: “Il matrimonio è mio, e decido io quello che voglio”.
E, di massima, mi trovi completamente d’accordo con te. Però, questa giustissima affermazione si mette in diretta opposizione con il pensiero delle vostre famiglie.
Non è sempre così, ma se anche i vostri genitori sono estremamente accondiscendenti e vi fanno fare ciò che desiderano, alla fine, in qualche modo, si permetteranno sempre di “dare consigli” o di “suggerire” cosa fare e cosa non fare.
In questi giorni di timing e analisi dei matrimoni, parlando con le mie coppie che si sposeranno nei prossimi mesi, non ci stiamo limitando a segnare gli orari della giornata, ma studiamo proprio cosa deve accadere in ogni momento.
Duranti gli appuntamenti, a un certo punto, le ragazze mi fanno sempre una domanda del tipo: “Ma [dettaglio del matrimonio a tua scelta] è fondamentale oppure no? Mia mamma/mia suocera/qualcuno della mia famiglia mi ha chiesto informazioni, e io non ci avevo pensato”.
Dove [dettaglio del matrimonio] a tua scelta può essere davvero qualunque cose, dall’ingresso alla cerimonia al momento del taglio torta, dalla mise en place alle bomboniere.
Ecco, per rispondere a questa domanda mi sono inventata una regola, che chiamerò “Regola dei Natali”.
Come funziona la Regola dei Natali
Ovviamente quello che ti sto raccontando non esiste in nessun manuale di galateo, ci mancherebbe, ma ho preso ispirazione da ciò che capita nella mia famiglia. Ovviamente non è valida solo per il Natale, può capitare pure a Pasqua, a Ferragosto o durante qualunque evento importante che vede riunite tante persone sotto lo stesso tetto.
I momenti a tavola possono essere sia attimi indimenticabili che attimi in cui preferiresti essere orfana, perché se la giornata cade male, c’è sempre qualcuno che rinfaccia qualcosa, e spesso i rinfacci sono legati al giorno del matrimonio.
Quindi, di fronte a una scelta o a una richiesta che ti viene fatta dalle famiglia, chiediti: Per quanti Natale sei disposta a sopportare questa critica?
Allora, supponiamo che abbiate davanti almeno 25 Natali e altrettante festività famigliari… per quanto tempo potete sopportare che la mamma o la suocera vi rinfacci quel particolare momento? Può essere il non aver fatto l’ingresso con il papà o con la mamma alla cerimonia, non aver invitato un parente o un amico di famiglia, non aver fatto fare da paggetto/testimone a qualche membro della famiglia, e così via.
I motivi per le ripicche possono essere vari e svariati, e di solito vengono ben ribaditi anche durante i preparativi. Visto che non c’è niente di obbligatorio, e che spesso fa più male accontentare la famiglia che non sé stessi, perché poi ci si pente guardando le foto, chiediti quanto sei disposta a sopportare.
Se la risposta è “Sì, sono disposta a sopportare la critica per almeno i prossimi Natali”, allora vai dritta nella tua scelta e non ti guardare indietro. Perché la verità è che per quanto tutte noi del settore ce la raccontiamo, e continuiamo a dire che il giorno del matrimonio è un giorno che deve piacere agli sposi, ed è vero, è altrettanto vero che il matrimonio è comunque un evento che coinvolge le famiglie.
Le famiglie, volenti o nolenti, sono in qualche modo presenti. Sia quando va tutto bene, quindi sono genitori particolarmente amorosi, coinvolti, non dico ancora uniti perché oggi il concetto di famiglia si è molto allargato, però che sono ancora presenti nella vostra vita. Ho avuto tanti sposi i cui genitori erano separati, magari già risposati, eppure tra tutti c’era grande rispetto e tanto buon senso.
Ovviamente non sono mancate situazioni più complesse, dove i genitori hanno fatto i capricci al grido di: “Se viene papà/mamma io non vengo” o simili, e quindi le scelte degli sposi si complicavano ulteriormente.
Insomma, la questione famiglia è sempre molto difficile.
Ti racconto l’esempio da cui mi è scaturito il bisogno di scrivere il post. Durante l’appuntamento, lo sposo mi informa che per la sua preparazione ha preso una suite in un hotel della zona, la stessa dove poi la coppia dormirà la prima notte. Mi racconta che si preparerà con i suoi testimoni, e già si immagina un momento di svago e divertimento.
Qualche settimana dopo, mi dice che ha rinunciato alla suite e che si preparerà a casa della famiglia. Infatti, quando ha raccontato alla mamma le sue volontà, lei lo ha rimproverato, accusandolo persino di essere un figlio ingrato perché tutti i figli si preparano a casa dei genitori.
La domanda è arrivata a me: ma è giusta una cosa simile?
Desideri degli sposi vs tradizione
Sicuramente la tradizione vuole che le preparazioni avvengano nella casa della famiglia, anzi, addirittura nella stanza da letto dei genitori che viene persino allestita per l’occasione: si fa mettere una composizione floreale sul comò e si compra anche della biancheria nuova e in tinta, se non addirittura nelle settimane precedente si procede all’imbiancatura delle pareti e in generale alla rimessa a nuovo.
Non c’è giusto o sbagliato in assoluto, c’è quello che va bene. In alcuni casi, soprattutto se la cerimonia è molto distante da dove si abita, oppure per qualunque altro motivo, la preparazione in hotel è una comodità, e spesso le foto vengono anche più belle. Ma la casa è un luogo del cuore, dove la famiglia è cresciuta, e per una mamma è comprensibile il momento “dell’uscita”, anche se il figlio già convive da tanti anni.
Accettare o no una condizione del genere costa molta fatica, ecco perché conviene chiedersi per quanti Natali siete disposti a sopportare eventuali ripicche e rinfacci.
Resistere agli attacchi della famiglia è complesso.
Ognuno di noi ha una scala di valori molto diversa, e ognuno di noi gestisce il rapporto con i genitori in maniera ancora più diversa.
Io, che ho le spalle larghe e sono temprata da anni di vita con mia madre, sono abituata e ormai ignoro tutto. E attenzione, mia mamma è adorabile, è la donna che per le figlie darebbe tutta sé stessa senza pentirsi un secondo, ma quanto a sensi di colpa… potrebbe tenere un corso livello pro!
Tu, invece, se ti trovi in una situazione simile, pensa alla regola dei Natali e capisci quanto una richiesta è importante. Se è una scelta in cui credi e per te importante, allora vai avanti e sarai pronta a sopportare qualche attacco. Se, invece, è qualcosa che ti piace ma che non è così importante da giustificare rotture di scatole, allora scendi a compromessi.
Chiacchierate come queste sono la base delle timeline che creo con gli sposi. Sono appuntamenti che durano almeno tre ore, proprio perché ci sono tanti aspetti da analizzare, che vanno ben oltre il semplice “a che ora facciamo questo”. Per chi sceglie il coordinamento del matrimonio, questo servizio è sempre incluso.
Ma se hai scelto di non avere la regia del matrimonio, però vuoi comunque poter avere una timeline dettagliata e accurata di ogni momento, che serve più a mettere in ordine ciò che hai preparato, puoi avere il servizio. L’appuntamento lo faccio in call, dura tre ore, e analizzeremo tutto il tuo matrimonio.
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Non è un banale elenco degli orari, quello lo fa già il catering. Insieme facciamo un vero e proprio lavoro di consulenza, analizzando ogni aspetto. Puoi farmi tutte le domande del caso per scoprire come si svolgerà davvero il giorno del matrimonio.
Alla fine, avrai un documento che potrai modificare tu stessa e che ti aiuterà non solo a tenere sotto controllo l’evento, ma anche a dare a tutti i fornitori informazioni precise e ordinate!
