Matrimoni anni ’90 vs Matrimoni moderni

Che i matrimoni sono molto cambiati negli anni è ormai un dato di fatto.
Mi sono divertita a fare un giochetto sotto l’ombrellone: trovare le differenze tra un matrimonio di oggi e uno di 20 anni. Certo, io ero ancora una bimba, ma te l’ho già detto che i matrimoni mi sono sempre piaciuti… quindi ho creato, senza rendermene conto, uno storico.

Le differenze sono davvero moltissime… vuoi scoprirle?

 

Matrimoni anni ’90 vs Matrimoni moderni

Il tipo di rito

Anni ’90: il matrimonio era concepito solo in un modo, quello religioso, celebrato nella chiesa dove abita la sposa e con tutti i crismi. Chiesa molto addobbata, velo lunghissimo, coro e organo.
Quelli civili erano considerati di serie B, per i divorziati e non venivano quasi festeggiati. La sposa indossava un tailleur di colore chiaro e lo sposo un completo elegante, la cerimonia durata una decina di minuti, senza musica nè altro, e i festeggiamenti avvenivano in sordina.

Adesso: i matrimoni religiosi sono diminuiti tantissimo, lasciando il posto ai matrimoni civili e alle cerimonie celebrative. I parroci e le location hanno dato una grande mano a questa tendenza: i primi imponendo in chiesa sempre più regole restrittive (dal lancio del riso vietato, agli addobbia, alla poca simpatia e disponibilità nei confronti delle coppie), le seconde chiedendo e ottenendo dai comuni il permesso di diventare “case comunali” e quindi di poter celebrare all’interno il rito civile. Il matrimonio all’aperto di stile americano, conosciuto e apprezzato grazie a Internet, è diventato ormai possibile e con valore legale. Anzi, il poterlo celebrare senza alcun vincolo, lo rende spesso molto più sentito e molto più scenografico.
Non è solo comunque apparenza, i matrimoni civili sono scelti anche da giovani coppie in prime nozze, che scelgono una unione coerente con le loro idee, spesso molto lontane dalla religione.

matrimonio gay all'americana

 

Fotografo

Anni ’90: I fotografi tra cui scegliere erano pochi, uno/due per paese, che nell’offerta proponevano anche l’album: grosso, da contenere nella valigetta dedicata.
La giornata era scandita da tempi ben definiti: si iniziava con la preparazione della sposa, si continuava con le foto in chiesa e quelle di rito, poi le foto in posa prima e durante il pranzo mentre gli invitati aspettavano annoiati a tavola.
Una iniziale rottura si è avuta nei primi anni 2000, quando oltre alle classiche foto in posa si inizia a cercare un punto di vista “diverso”, quello degli invitati. Si lasciano così a disposizione degli ospiti delle macchinette fotografiche usa e getta, di solito una per tavolo, con 20/25 pose. Gli sposi, poi, le facevano sviluppare, avendo così delle foto sicuramente più spontanee.

Adesso: Anche se i momenti da immortalare sono sempre gli stessi, è cambiato proprio lo stile delle foto. Vince il reportage, quello più richiesto dagli sposi, in cui le foto sono spontanee, quasi scatti rubati. La parte in posa è ridotta a poco più di mezz’ora in tutta la giornata, e comunque il fotografo non da più troppe indicazioni se non per sfruttare la migliore luce o la migliore scenografia.
Inoltre, tutti gli invitati hanno a disposizione smartphone con fotocamera di alta qualità e la condivisione delle foto è praticamente immediata. [Leggi anche: le 10 fotografie che dovete assolutamente avere]

 

Ricevimento e Invitati

Anni ’90: La scelta per il luogo del ricevimento era tra i ristoranti più famosi del momento. Il concetto di esclusiva della sala non era ancora un punto a favore del locale. Tanto meno si poteva parlare di accoppiata Villa+Catering. Era pensiero comune che con i catering si mangiava male.
Era quasi sempre un pranzo, che non iniziava finchè gli sposi non erano arrivati. Peccato che tra la cerimonia e l’inizo del ricevimento passavano anche delle ore, in cui gli invitati restavano chiusi fuori dalla sala ad apsettare. Si iniziava con un aperitivo molto classico e si continuava con antipasti di carne e pesce, due o tre primi, sorbetto nel mezzo, un secondo di carne e uno di pesce, dessert e frutta. A concludere, il taglio della torta.
Le portate uscivano con molta calma, tempi praticamente infiniti e i pranzi duravano… troppo. Inutilmente troppo. E si mangiava tantissimo.
Lasciamo stare la lista degli invitati: tutti i rami della famiglia, tutti gli amici di famiglia dei genitori, le persone socialmente più importanti che si conosceva.
Lo staff che lavorava ad un matrimonio erano due persone al massimo, fotografo e musicista e venivano sempre messi al tavolo degli ospiti meno importanti.

Adesso: In 20 anni di matrimoni si è arrivati a volere l’esatto opposto. Gli ospiti non se ne devono andare con la fame, ma non devono restare seduti troppo a lungo.
L’ora preferita è quella serale. Il ricevimento è diventato dinamico: aperitivo di benvenuto, antipasti a buffet che ricordano i più famosi happy hour milanesi, dolci serviti a passaggio… praticamente seduti si resta solo il tempo di un paio di primi e di un secondo, ma temo che anche questa parte, tra poco, salterà.
Di contro, gli invitati passano tutto il matrimonio camminando da una parte all’altra della location.
Ah già, la location adesso è diventata una Villa, un casale o un castello. Tassativo avere l’esclusiva. E i catering fanno a gara con i più rinomati ristoranti, aggiungendo, oltre al cibo ottimo, un livello altissimo di personalizzazione degli allestimenti .

Gli invitati sono sempre amici cari della coppia, tutte persone che si vuole davvero avere vicini quel giorno. Certo, qualche invito di cortesia è d’obbligo, ma non fondamentale.
Lo staff che lavora è sempre più numeroso: fotografo con assistente, video maker, wedding planner e assistente, musicisti e DJ, animatrici per bambini, altro tipo di intrattenimento. Spesso vengono posizionati tutti insieme in un tavolo a parte [Leggi anche: perchè devo pagare il pranzo allo staff]

perchè pagare il pranzo allo staff

 

Timing

Anni ’90: per sposarsi c’era un unico giorno, il sabato. Al massimo, si poteva fare una eccezione per la domenica.
Il lunedì non era nemmeno considerato, era il giorno in cui si sposavano le parrucchiere o chi aveva una attività commerciale. Chissà perchè questa frase ha sempre avuto una accezione negativa.
I mesi considerati erano da maggio a settembre, qualche piccola eccezione per aprile e dicembre. Tutti gli altri non esistevano.
Il matrimonio era alle 11 a cui seguiva il pranzo di nozze. Ecco perchè si doveva prenotare la location almeno un anno e mezzo prima: con queste premesse non c’era molto posto.
Il pranzo non iniziava mai se non con l’arrivo degli sposi che, dopo la cerimonia, si fermavano a fare le foto in qualche posto molto bello.

Adesso: tutti i giorni della settimana sono buoni, anche grazie agli sconti che le location applicano. La tendenza vede privilegiare negli ultimi anni il venerdì, ma in realtà ho lavorato a matrimoni di martedì, mercoledì e giovedì.
I mesi buoni sono praticamente tutti, quelli estivi restano sempre i più gettonati per la possibilità di fare tutto all’aperto (leggi però cosa fare in caso di pioggia o di troppo caldo), ma sta riscuotendo molto successo anche il periodo invernale.
Nel nord Italia le location hanno messo orari rigidi: festeggiamenti diurni devono terminare entro le ore 20, quelli serale entro le ore 24. Addio matrimonio infinito.

 

Bomboniera e Lista Nozze

Anni ’90: i negozi che vendevano articoli per la sposa e bomboniere erano un affare d’oro. La bomboniera era intesa ancora come il classico oggetto prendipolvere, da conservare e esporre con il famoso centrino. Si sceglieva la bomboniera, i confetti alla mandorla o al massimo al cioccolato, la confezione elegante. Per i genitori era prevista una versione leggermente diversa, per i testimoni la versione più pregiata.
Questi negozi offrivano anche il servizio Lista Nozze: d’altronde non si conviveva ancora e quando si entrava in casa davvero c’era bisogno di tutto.
Il matrimonio quasi sempre veniva pagato dalle famiglie.

Adesso: la bomboniera è diventata “utile” o particolare, addio oggetti prendipolvere, addio negozi classici. Anche i confetti non sono più solo alla mandorla ma aromatizzati a gusti sempre più sfiziosi. Non si allegano nemmeno più alla bomboniera, ma si lasciano prendere in maniera autonoma agli invitati da grandi vasi enormi.
La lista nozze, invece, si divide tra la semplice (e mai fuori moda) busta, per aiutare gli sposi a coprire le spese e la lista viaggio, per aiutare gli sposi a fare un bel viaggio di nozze.
Il matrimonio è pagato per la maggior parte dagli sposi, sempre più adulti, già conviventi -e non hanno bisogno di nessun oggetto-. Le famiglie, al massimo, aiutano un po’ nelle spese più grosse.
[Leggi anche: le bomboniere originali per davvero!]

 

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