Tutto quello che volevi sapere sul matrimonio religioso e su come avviene

La marcia nuziale, i voti solenni, la navata percorsa al braccio del papà… dalla maggior parte delle bimbe il matrimonio viene immaginato così.

Perché questo è quello che è sempre stato mostrato, perché così avviene il matrimonio religioso a cui siamo abituati qui in Italia.

Cresciute da nonne e da mamme molto cattoliche è inevitabile che quando lui fa la proposta, si pensi subito al matrimonio in chiesa.

Voglio solo fare una premessa: non esiste più matrimonio di serie A e matrimonio di serie B, non esiste che il matrimonio civile sia “per chi non può sposarsi in chiesa” e che l’unico concesso sia quello davanti a Dio.

Nel 2017 è bene che la decisione di celebrare il rito sia assolutamente personale.

Fatta con coscienza, che si basa sulla propria spiritualità e sulla consapevolezza delle promesse che si celebrano.

Infine, una cosa deve essere fondamentale sempre: il rispetto del luogo scelto.

Con questa premessa, vi siete parlati e avete tutte le carte in regola: mai stati sposati, i sacramenti richiesti ci sono… si inizia dunque con l’organizzazione della cerimonia.

Un conto, però, è la messa regolare della domenica, l’altro è la creazione del proprio matrimonio. Improvvisamente, ti sembra di non ricordare più nulla.

Ho pensato dunque di creare questa mini guida sul matrimonio religioso, per ricordare alcune regole e dare consigli a tutte le spose che scelgono il rito religioso per diventare “marito e moglie”.

Tutto quello che volevi sapere sul matrimonio religioso e su come avviene

1.La scelta dell’abito

L’abito da sposa è il tuo chiodo fisso.

Dopo la proposta di matrimonio, tra location da trovare e data da fissare, hai anche iniziato a guardare gli abiti da sposa. La moda li propone molto scollati, con le spalle nude, con trasparenze sexy e spesso esagerate.

Sai perfettamente che in chiesa si entra con un certo decoro e che ci sono alcune regole semplici di buona educazione da rispettare: no alle spalle nude, ad abiti troppo scollati o ad abiti troppo corti (regole valide anche per le invitate).

Ma non vuoi rinunciare allo stile e siamo comunque d’accordo che l’abito da sposa ti deve valorizzare.

Non ti disperare perché ovviare a questa regola universale è facile: basta appoggiare una stola, da tenere solo per la permanenza del luogo sacro.

Puoi usare un coprispalle dello stesso tessuto dell’abito, da togliere appena fuori. Un giacchino da riutilizzaree anche la sera, se magari ti sposi in primavera o in autunno e hai scelto un ricevimento serale. A volte, è sufficiente un velo molto lungo, che copra le spalle.

L’atelier saprà consigliare la soluzione migliore che valorizzi sia l’abito che la tua figura.

Non dimenticare alcuni dettagli:
– il velo è solo per le cerimonie religiose
– la lunghezza del velo, da tradizione, deve essere in sintonia con la chiesa scelta: una basilica o un duomo rispetto ad una chiesa di campagna piccola richiede veli diversi e, in ogni caso, la lunghezza deve essere calcolata in base agli anni di fidanzato: 1 metro corrisponde ad 1 anno.

2. L’ingresso

Il corteo nuziale per un matrimonio religioso può essere molto tradizionale.

On line e sulle riviste specializzate troverai mille descrizioni del corteo d’ingresso, alcune spesso molto caotiche. Il galateo, ad esempio, fa entrare parenti e amici dopo la sposo e con un ordine fin troppo organizzato.

Sai cosa ti dico? FAI QUELLO CHE VUOI e quello che si usa nelle tue zone.

La mia esperienza di wedding planner mi ha fatto scoprire tradizioni spesso lontane da quelle in cui sono cresciuta io e mi ha fatto capire che non esiste il corteo giusto.

Forse solo Kate e Pippa Middleton sono state obbligare a seguire il rigido galateo inglese (inglese, tra l’altro!), ma diciamo che il loro matrimonio aveva etichette rigide sotto ogni aspetto.

Tu sei fortunata e puoi fare un po’ quello che desideri.

Ti posso raccontare cosa accade di solito, nel 95% dei matrimoni che ho organizzato.

Di solito lo sposo entra per primo al braccio con la madre e aspetta la futura sposa all’altare, subito dopo seguono i paggetti e le damigelle, infine chiude il corteo la sposa al braccio del padre.

In quel caso gli invitati a volte entrano dopo lo sposo e aspettano la sposa fuori, oppure entrano tutti prima e ad aspettarti ci sarò io (e qualche curioso).

Qui… sta a te dirmi cosa vuoi che accade.

Il coordinamento, infatti, prevede anche la gestione dei tuoi invitati. Fuori dalla chiesa ci sarò io a dare indicazioni a tutti, a far entrare lo sposo, a far accomodare i testimoni e a dare dritte e indicazioni anche ai lettori. Quindi, la modalità di ingresso sarà decisa insieme a tavolino.

3. Matrimonio religioso e la parte più importante: il rito

Il matrimonio religioso prevede un rito centennale, che si conosce a memoria.

Il rito del matrimonio vero e proprio, in sè, in realtà, dura circa 10 minuti ed è quella parte in cui reciterete le famose promesse che iniziano con “io accolgo te…” e termina dopo la benedizione e lo scambio degli anelli.

A quel punto il parroco vi nominerà marito e moglie. Eventuale bacio è a discrezione del parroco, così come eventuale applauso a sugellare la nuova famiglia.

Prima e dopo questo momento, c’è la messa.

A differenza della messa della domenica, in questo caso puoi personalizzare la cerimonia con delle letture a tua scelta.

Alla fine del corso prematrimoniale ti potrebbero regalare un libretto proprio dedicato al matrimonio. Oppure, se sei più tecnologica, puoi scaricare il libretto direttamente dal sito della diocesi.

Attenzione: la diocesi di Milano ha un rito diverso rispetto a quello di tutta italia. Si chiamano rito ambrosiano (tipico della zona di Milano, di Como e di qualche parte di Varese) e rito romano. La differenza nei due riti è minima e riguarda solo l’ordine in cui vengono fatti alcuni passaggi (es: scambio del segno della pace e della comunione).

Le parti che potrai scegliere riguardano:
1. le letture (sia le prime due che il vangelo) che le intenzioni, che potrai anche scrivere da sola.
2. la formula con cui esprimere il consenso e la benedizione degli anelli
3. i canti, che devono appartenere al rito liturgico.

Tempo fa ho scritto un post dedicato alla marcia nuziale: sono 4 e puoi scegliere quella che preferisci. Lo trovi cliccando qui.

Per ogni lettura dovrai scegliere qualcuno che legge, proprio come accade durante la messa della domenica:
– una persona che legga la prima lettura + il salmo responsoriale subito dopo
– una persona che legga la seconda lettura
– una persona che legga le Intenzioni (quella parte a cui si risponde “Ascoltaci, Signore”)

Prima di stampare il libretto, dovrai farlo leggere la parroco per eventuali modifiche.

Il libretto dovrà essere per forza stampato per gli sposi, per il parroco, per i testimoni, per i lettori e per chi canta. Loro, almeno, devono essere in grado di seguire la messa, visto che è stata personalizzata.

I libretti messa, di solito, li sistemo io con il servizio di coordinamento. Tu arrivi e mi troverai fuori dalla chiesa, ma tutto sarà perfettamente in ordine, tutti pronti e ognuno al proprio posto.

4. I testimoni

Per legge sono almeno due, uno per parte, ma possono essere fino a 4 per parte. È cortesia, nel caso di testimoni numerosi, avvisare il parroco. Probabilmente non tutti potranno firmare, meglio accertarsi anche di questa cosa.

L’unica condizione necessaria per poter fare il testimone è essere maggiorenne. Non conta la religione, lo stato civile o altri dettagli.

Il loro compito è rendere legale l’unione… e basta. Se il parroco fa storie per persone divorziate, omossesuali, che convivono e altre limitazioni simile (fondamentali, invece, nel caso del ruolo di madrina e padrino ad un battesimo), ricordategli che si tratta solo di parte legale. Infatti chiederà i documenti dei testimoni per dimostrare la loro identità.

In ogni caso, anche per i testimoni ho preparato una guida dettagliata qualche tempo fa. Se non l’hai letta, ti lascio qui link.

5. Extra: lancio del riso, petali, allestimenti floreali…

Purtroppo, se scegli di sposarti in chiesa, potresti avere a che fare con delle regole piuttosto rigide.

Sono tanti i parroci che hanno messo limitazioni, anche importanti, per le decorazioni.

Mi rendo conto che alcune sono “fastidiose” ma è come se fossi ospite in una casa e devi per forza adeguarti alle regole che ti vengono imposte.

Quindi potresti sentirti dire che è vietato il lancio del riso, che non si possono lanciare oggetti, che la fiorista dovrà limitare a decorare alcune aree oppure non potrà usare determinati allestimenti.

Meglio che tutte queste regole siano messe in chiaro quando prenoti la chiesa, così da poterti adeguare e informare per tempo tutti quanti. Di solito, se la fiorista che hai scelto è della zona, avrà già allestito la chiesa e conoscerà bene le limitazioni, quindi ti proporrà soluzione che salvano capra e cavoli.

Tu non ti devi preoccupare, quello che conta è il vostro Sì, è che diventiate marito e moglie e tutto il resto sono solo “di bellezza”, che resteranno solo nelle foto.

Quindi non farne una malattia e se qualcosa proprio non ti va bene, puoi sempre scegliere di cambiare chiesa.

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Avere una wedding planner specializzata nel coordinamento aiuta molto soprattutto a gestire la parte del rito religioso.

L’arrivo in chiesa, l’organizzazione del corteo, la sistemazione dei libretti, dei coni per il lancio (riso o petali poco conta) sono tutti aspetti fondamentali per una scenografia perfetta che renderà indimenticabile il giorno del tuo matrimonio.

Avermi al tuo fianco, potrebbe essere la cosa migliore di tutta la giornata: zero ansie, una persona su cui poter contare per ogni caso, un appoggio per qualunque piccolo contrattempo dovesse verificarsi.

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Cosa aspetti? È senza impegno e potrai avere tutte le informazioni per decidere!

 

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