Un dilemma particolare: l’ingresso degli sposi

Nel giorno del tuo matrimonio c’è una cosa che farai spessissimo.

Non te la immagini nemmeno, almeno fino a che non arrivi al punto di pianificare il timing della giornata (e spero tu lo stia facendo con qualcuno specializzato nel coordinamento del matrimonio… e non “a caso”).

In quel momento, noterai che l’ingresso degli sposi è una questione che si ripeterà spesso.

L’ingresso degli sposi, nel giorno del matrimonio, sarà un momento che si ripeterà diverse volte ed è bene renderlo speciale.

Si inizia con l’ingresso più tradizionale, quello nel luogo della cerimonia.

Parlo volutamente di “luogo della cerimonia” in maniera molto ampia perché nel 2018 (che ormai il 2017 è finito!) le cerimonie in chiesa sono la minoranza rispetto ai matrimoni civili e simbolici.

Ho parlato più volte di come ci si possa sposare con rito civile in location mozzafiato, dando -finalmente!- all’unione civile il giusto lustro che merita, perché per gli sposi è sempre più una scelta pensata e voluta.

Non è più considerato il matrimonio di serie B, come era fino a qualche anno fa. Infatti, se ci si sposava in chiesa, spesso, era per avere una cerimonia più importante e solenne.

Questo è stato possibile grazie ai comuni, che hanno concesso la dicitura di Casa Comunale a tante belle ville per Matrimoni, rendendo così fattibile la cerimonia all’americana, il matrimonio all’aperto, anche qui in Italia.

Ma torniamo all’argomento del post, cioè l’ingresso degli sposi nel luogo della cerimonia.

Che sia il prato di una villa, una chiesa o una sala comunale, vale la regola del “fai come vuoi”; io ti presento solo alcune opzioni, le più usate, ma non è detto che tu non possa applicare una qualunque variazione sul tema, anche dovuta alla tradizione del paese.

Inizio raccontandoti l’ingresso degli sposi più tradizionale, quello in cui sono i genitori ad accompagnare i figli.

Ripeto, il luogo della cerimonia è irrilevanti ai fini di questi ingressi.

Può avvenire indifferentemente davanti ad una chiesa, ad una sala comunale o in un prato.

Lo sposo si fa trovare fuori dal luogo della cerimonia con un po’ di anticipo. Gli invitati iniziano ad arrivare, salutano e prendono posto, ricordando delle semplici regole:
– a destra (guardando l’altare/tavolo del celebrante) si siederanno gli invitati dello sposo, a sinistra gli invitati della sposa
– i posti più vicini agli sposi sono riservati ai genitori e ai famigliari stretti
– se ci sono damigelle, va lasciato posto anche per loro, dal lato sinistro

Quindi, lo sposo fa l’entrata solenne, accompagnato dalla mamma (la mamma sta alla sinistra del figlio)

Arriva finalmente la sposa. L’ingresso è anticipato da paggetti e/o damigelline piccole, a cui seguiranno le damigelle adulte e, a chiudere il corteo, la sposa al braccio del papà (la sposa sta alla sinistra del papà).

Quindi il papà saluta il futuro marito, saluta la figlia e prende posto.

Immagino quale sia la domanda: e se manca uno dei genitori?

Purtroppo può essere che manchino i genitori. In quel caso, come si fa?

Il galateo dice che ad accompagnare la sposa, nel caso manchi il papà, sia il parente maschio più prossimo, ma il mio pensiero è completamente diverso.

Se manca un genitore, è bene che ti accompagni la persona che più hai a cuore.

Claudia nel 2013 e Valentina nel 2017 si sono fatte accompagnare dalla loro mamma, ed è stato molto emozionante.
Daniela, nel 2012, si è fatta accompagnare dal figlio maschio, mentre la figlia femmina le ha fatto da testimone.
Barbara, nel 2016, invece, è voluta entrare accompagnata dal marito.
Antonella, a luglio nel 2017, è entrata da sola!

Se pensi che questi ingressi siano stati meno emozionanti rispetto al tradizionale con il papà, ti sbagli di grosso!

Anzi, vedere al fianco della sposa una persona importante e non solo istituzionale, aveva già fatto emozionare tutti gli invitati.

Non è importante conoscere le motivazioni di queste scelte, quello che conta è la dimostrazione che per il giorno del tuo matrimonio devi circondarti di chi ti vuole bene, soprattutto nel momento più importante, cioè la cerimonia che vi unisce formalmente in matrimonio, che vi rende una coppia anche dal punto di vista legale.

Nota
È doverosa una precisione sulla questione musicale: ogni ingresso è, da sempre, evidenziato dalla musica giusta.

In un matrimonio religioso le musiche devono essere tradizionali. Le marce tra cui scegliere sono 4 e non sono concesse variazioni sul tema. Quindi, se volevi entrare sulle note della vostra canzone ma ti sposi in chiesa, lascia perdere.

Se, invece, hai scelto un matrimonio civile o simbolico, hai ampio spazio di scelta. È preferibile che la musica d’ingresso sia strumentale, per non distogliere le persone dall’entrata trionfale, ed è opportuno che, anche nel caso le tua playlist sia su Spotify, ci sia un addetto a schiacciare play/stop.

Dopo il momento commovente della vostra unione, si passa finalmente alla parte divertente del giorno delle nozze: i festeggiamenti.

E in questo punto della giornata, ci sono due ingressi da non dimenticare.

L’arrivo degli sposi alla location

e

quella dell’entrata in sala.

Dopo le firme alla fine della cerimonia e le foto istituzionali (che ti consiglio sempre di fare!), gli sposi si attardano un attimo, approfittando anche per fare qualche scatto speciale.

Così gli invitati hanno tempo di raggiungere il luogo dei festeggiamenti e di aspettarvi.

È bene che ad accogliergli ci sia un piccolo rinfresco, che diventerà più importante quando arrivate anche voi.

Di solito l’ingresso sarà in macchina e vi permetterà di arrivare praticamente davanti al luogo dell’aperitivo. I musicisti faranno partire una canzone (qui, invece, potete davvero scegliere quello che volete!) e sarete accolti da un grande applauso, da mille foto e dal un brindisi di benvenuto (il primo di una lunga serie!).

Quindi preparatevi per questo momento, fatevi travolgere dall’ondata di affetto che sentirete e… scegliere una bella musica, che resti impressa a tutti!

Nota:
come fare se cerimonia e aperitivi si tengono nello stesso posto? Non ti fare scrupoli, non cambia nulla se non i tempi, che si accorciano notevolmente.

Anche se la cerimonia si tiene nel parco della stessa villa, dovrete in ogni caso firmare un documento e alla fine potrebbero seguire le foto istituzionali.

Quindi invitate gli ospiti ad andare verso l’aperitivo e approfittate di questo momento per qualche attimo di relax solo voi due. Potete già fare qualche foto, senza troppe pose.

Infine, appena sentite la vostra canzone, entrate mano nella mano e godetevi l’applauso.

Passa il tempo dell’aperitivo, inizia il pranzo (o la cena) servito.

Se vuoi, tu puoi fare tappa al bagno per un veloce ritocco del trucco e per una aggiustatina all’outfit, togliere il velo e aggiungere un altro decoro -se previsto- oppure togliere il coprispalle. Insomma, sei autorizzata a perdere qualche minuto per metterti più comoda.

Nel frattemp gli ospiti sono stati invitati a prendere posto nella sala dove si tiene il pranzo (o la cena) servita.
La cucina inizia a preparare i piatti al passo, cioè nel punto in cui i camerieri vengono a ritirarli per servirli e, un momento prima che tutti inizino a mangiare, entrate voi. Di nuovo. 

Altra musica suggestiva, quella che preferite. Entrate anche ballando, se vi piace. Godetevi l’attenzione e l’affetto.

Infine… gustatevi il menù che avete scelto con tanta cura.

 

Temi che le musiche, scelte con attenzione, siano sbagliate?

Che i tempi tra un passaggio e l’altro vengano calcolati male, che ci siano attesa troppo lunghe o, al contrario, tutto sembra troppo concitato?

Come fai a sapere se tutto è stato fatto come desideravi, che il DJ sappia quando iniziare a suonare, che il maitre sappia quando sia il momento di servire?

Un ottimo timing ma, soprattutto, una ottima coordinatrice sono il segreto per un matrimonio perfetto, senza intoppi e senza problemi gravi.

Certo, ci sono due alternative:

La prima è chiedere alla tua testimone di controllare questi momenti. Vuol dire che la ragazza resta in ansia e in attesa tutto il momento, continuando a guardare che stai arrivando, cercando di non perdere un attimo o facendole interrompere l’aperitivo e, con il boccone in bocca, correre verso di te aspettando tue indicazioni. Perché lei non conosce il matrimonio, non sa come aiutarti davvero e sta alle tue indicazioni. Praticamente… fa la tua assistente mentre tu, oltre a essere la sposa, ti perdi momenti emozionanti per coordinare.

La seconda è quella di affidarti agli altri. Speri che il fotografo si ricordi di dire al Dj di iniziare, oppure che lo faccia il maitre, oppure che qualcun’altro in giro si preoccupi per te.

Sei sicura, che è davvero quello che desideri? Che dopo aver organizzato un matrimonio in maniera attenta e meticolosa, rovini tutto con un coordinamento approssimativo?

Oppure che non ti godi la giornata perché troppo in ansia di supervisionare?

Io penserei bene alle conseguenze e valuterei di assumere una coordinatrice. Una figura professionale che conosce il matrimonio come te, anzi meglio, che sappia esattamente cosa tu desideri e lavori per ottenerlo, coordinando e controllando fornitori e, all’occorrenza, anche gli invitati.

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