Chi accompagna la sposa all’altare?

È il momento.

Tu sei arrivata davanti alla cerimonia, stai per entrare. 

Sei… perfetta. 

Il trucco ha cancellato i segni della stanchezza, l’acconciatura mette i mostra il tuo bel viso, l’abito ti fa sentire stupenda come poche altre volte nella vita. 

Mi avvicino all’auto, ti apro la porta e ti aiuto a scendere. Un momento per sistemarti la coda del vestito, un’aggiustatina per l’altezza del bouquet e allunghi il tuo braccio destro a quello di *chiunque tu voglia al tuo fianco*.

Non ho sbagliato a finire la frase, l’ho fatto apposta.

Chi accompagna la sposa all’altare?

Oggi in questo nuovo post ti voglio raccontare chi accompagna la sposa all’altare.

(Nota: ho scelto di chiamare “altare” qualunque punto di celebrazione della cerimonia per mera comodità. Se ti sposi civilmente è brutto dire “tavolo del sindaco”, ancora più brutto dire “tavolino della cerimonia” quando si tratta di un matrimonio all’americana. Quindi, con il mio personalissimo benestare, si parlerà di chi accompagna la sposa all’altare e vale per ogni tipo di cerimonia)

La tradizione vuole che sia il padre ad accompagnare la sposa. Il genitore, infatti, “dona” la propria figlia al futuro genero. 

Se dovesse mancare il papà, questo ruolo importante sarà ricoperto da un altro uomo della famiglia, magari un fratello o uno zio.

Questo è quello che dice il galateo.

Ma a noi, quanto importa del galateo? In realtà importa molto, ma solo perché conoscere le regole permette di poterle infrangere.

Infatti, i rapporti in famiglia sono molto cambiati: i genitori spesso sono separati, uno dei due magari manca, i rapporti padre/figlia non sono sereni o addirittura sono mancati negli anni.

Questo complica notevolmente la questione apparentemente semplice di chi accompagna la sposa all’altare.

La mamma!

Le mamme sono persone splendide. Hanno una forza e una determinazione che gli altri si possono immaginare. Spesso si trovano a crescere i figli completamente da sole, facendo da papà, da nonni e da amiche allo stesso tempo.

Ne conosco tante di donne così e le stimo una per una.

Quindi, se il tuo rapporto con lei è speciale, è una unione di cui andate molto fiere entrambe… perché non può essere lei a consegnare la propria bambina all’uomo che la amerà per tutta la vita?

Lo trovo dolcissimo. E Claudia e Valentina, in anni e luoghi diversi, hanno fatto proprio questa scelta: si sono fatte accompagnare dalle loro mamme.

Perché scegliere? Entrambi!

Mamma o papà? Scelta ardua e difficile che non sempre deve compiersi.

A me non è ancora capitato, anche se ho spesso caldeggiato questa opzione, ma non è detto che ad accompagnarti verso la tua nuova vita da moglie non possano essere entrambi.

Papà alla tua destra, mamma alla tua sinistra. Il bouquet lo tieni sempre con la mano sinistra.

Pensaci: alla fine entrambi ti hanno cresciuta, si sono presi cura di te e hai imparato da entrambi. Sei un bel mix sia della tua mamma che del tuo papà, con pregi e difetti.

Se vuoi rompere la tradizione, non scegliere. Però, mi raccomando, acqua in bocca: vederti entrare con entrambi sarà una sorpresa anche per gli ospiti che apprezzeranno tantissimo questa opzione.

Altri parenti

Sei cresciuta con il tuo nonno, che ti ha fatto da papà. 

Non sei più una ragazzina, hai un figlio grande e stai per sposarti.

Tuo fratello è stato il tuo punto di riferimento per tanti anni, ti ha insegnato tante cose e a lui devi gran parte di quello che sei ora.

Il tuo papà non è quello biologico, ma quello adottivo.

Chi lo dice che non possano essere loro (nonni, fratelli, addirittura figli) ad accompagnarti all’altare?

È un pezzo della tua vita e quel cammino verso tuo marito lo fai in compagnia di qualcuno che per te è significato molto.

Non è sempre il papà la figura maschile più importante, anche se così si vuole credere. 

Penso invece che accompagnarti all’altare deve essere un onore che va riservato a qualcuno di molto, molto importante per la tua vita. 

Da sola (o con lui)

Crescendo, potresti scoprire che tuo papà non è proprio il tuo ideale. Si è persone e avere lo stesso sangue e parte del DNA non è garanzia di un rapporto sano padre-figlia.

Sai ormai che nel mio blog parlo delle cose come stanno, cercando di farlo in maniera soft ma senza nascondermi dietro il famoso dito.

Ma in tutti questi anni, ho anche una sposa che è andata all’altare da sola.

Barbara è stata una vera pioniera.

È scesa dalla macchina, io l’ho aspettata per aiutarla a togliersi la pelliccetta e poi, con il suo bouquet tenuto con entrambe le mani, ha cavalcato la navata verso il suo grande amore.

A metà navata, lo sposo le è andato incontro e insieme hanno concluso il cammino.

Se ci pensi bene, in America non è una cosa così strana entrare da sola. Nei film sono tante le spose che lo fanno e l’effetto è stupendo, molto scenico.

 

Matrimoni 2018: la tradizione serve e va bene, ma puoi creare nuove regole, nuove tradizioni nuovi modi di intendere il giorno più speciale della tua vita.

Devi fare le cose perché te le senti, non “perché si deve”.

 

Certo, non è facile.

Potresti incontrare persone che non condividono la tua visione del matrimonio e, raccontando queste entrate alternative, potresti sentirti giudicata nelle tue scelte. È una sensazione che non auguro a nessuno.

Ma non sarai da sola. Se vorrai una mano a gestire questo ingresso non usuale, io ci sono. 

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Credit foto: RICCARDO FANI
Matrimoni di Claudia+Enrico, la sposa è stata accompagnata dalla mamma.

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