Ecco perché ho scelto di lavorare in un coworking

Nelle stories di Instagram, che ultimamente è il social che mi piace di più, pubblico spesso le foto dei miei viaggi in treno in orario mattutino e serale mentre vado in ufficio.

Con Canetta nella borsa, mentre leggo qualche libro, il treno in ritardo… insomma, le solite foto della vita di ogni pendolare.

E forse avrai anche saputo del cambio ufficio.

Questo apparentemente cozza un po’ con un’altra cosa di cui ti parlo spesso, cioè degli appuntamenti per merenda o per l’aperitivo con i miei clienti.

Insomma… se puoi lavorare da casa, perché vai in ufficio?

Se hai un ufficio, perché incontri i clienti nei locali?

Domande lecite che, forse, sono più utili alle future colleghe che spesso visitano il mio blog invece che alle future spose.

Fare la wedding planner

La wedding planner è una libera professionista 2.0, quelle che i giornali definiscono “nomadi digitali”.

Smettiamola di pensare che sia necessario avere un angolo tutto cuoricini e pucciosità, il lavoro di organizzatrice di matrimoni si può svolgere praticamente dovunque, basta avere un telefono, un computer e una connessione internet. 

Stop.

Mi è capitato di lavorare fronte mare e in hotel, in giardino o in un bar.

La verità è che io sono una persona molto abitudinaria, più di quello che pensavo. La routine di alcuni gesti mi rassicura nel mezzo di una vita sempre in movimento. Non che senza la macchinetta del caffè io impazzisca, sia chiaro, ma ho capito ripetere sempre gli stessi gesti mi rende più… concentrata!

Quando racconto del mio lavoro e di quando ho aperto l’agenzia nel lontano 2012, parlo sempre della difficoltà di darmi delle regole e degli orari.

Ecco, questa è stata la cosa più difficile. Lavorare sul tavolo della cucina, in pigiama, senza sapere esattamente come fare cosa, mi faceva perdere tantissimo tempo. Nonostante una lunga to-do list.

Ammetto di aver sprecato i primi anni a capire come mi dovevo organizzare per lavorare sul serio.

Perché essere una libera professionista è una forma mentis. 

Ma l’ho capito tardi. Questo è uno dei motivi per il quale tengo davvero tanto a poter essere tra le docenti del corso di wedding planning che partirà il 6 ottobre al Castello di Bevilacqua (VR).

corso wedding planner

 

Voglio condividere con le nuove future colleghe come funziona davvero questo meraviglioso lavoro e spiegare loro che organizzare i matrimoni è solo una piccola parte delle attività da compiere ogni giorno.

Quando ho iniziato non potevo permettermi un ufficio serio. Anche se mi piaceva molto l’idea di stare in un posto tutto mio, dove incontrare i clienti e passare le mie giornate, come in un piccolo rifugio, non avevo abbastanza entrate per pagare l’affitto di casa, figurati se dovevo mettere in conto anche delle spese per l’ufficio.

Un affitto, l’arredo, le spese delle utenze. 

Quindi per forza di cose la casa è stata il mio primo ufficio (e lo è tutt’ora), in cui ho imparato a darmi delle regole.

Mi alzavo più o meno alla stessa ora, facevo colazione, mi lavavo, rassettata veloce all’appartamento e quindi preparavo il tavolo della cucina con PC e agenda.

La produttività si è alzata quando ci siamo trasferiti nella nuova casa: avevo una stanza in più, mansardata, quindi separata dalla zona giorno ed è subito stata adibita ad “ufficio”.

Scrivania, PC, stampante, archivio.. tutto, ma proprio tutto per avere il mio angolo pink dedicato al lavoro.

Peccato che dopo un po’ di tempo, ho iniziato a soffrire la mancanza di chiacchiere. 

Il confronto, il vedere altri posti rispetto alle mura di casa, condividere idee e scambiare opinioni con altre persone oltre al mio fidanzato e ai padroni dei cani che incontravo durante il consueto giro con Dafne.

Anche se l’attività era cresciuta di molto, ancora non mi potevo permettere un ufficio tutto mio e, in ogni caso, non avrei risolto il problema principale, quello di chiacchierare.

Ecco perché ho scelto di lavorare in un coworking

Ho deciso quindi di trovare uno spazio di lavoro condiviso, un coworking e a Milano ce ne sono davvero tanti.

Doveva essere bello e tranquillo, un posto in cui lavorare senza troppe distrazioni. Niente posti troppo di moda, troppo trafficati, troppo alternativi. 

Devo dire che nel coworking ho trovato la mia dimensione perfetta: ho tanti colleghi con cui andare a pranzo o bere un caffè o a cui chiedere un mano e un consiglio senza avere le rogne tipiche dei colleghi.

Posso mantere le regole e gli orari che mi ero data. Non rigidi, io nella troppa rigidità soffro, ma mi impegno a non arrivare troppo tardi la mattina e a smettere di lavorare per poter essere a casa in orari comodi.

Quindi diciamo che posso tranquillamente iniziare a lavorare dopo le 10 e comunque smettere tra le 18 e le 19.

Questi sono orari che vanno bene per me, tipicamente col bioritmo di un gufo. Ho più energie e attenzione la sera, comunque nel pomeriggio, rispetto alla mattina.

Una volta preso atto di questo mio tratto caratteriale, ho anche imparato a gestire il lavoro. Salvo emergenze, la mattina si fanno lavori “meccanici”, al pomeriggio quelli “di concentrazione”.

E la produttività è davvero balzata alle stelle. I rumori, le persone che si muovono, i bisbiglii mi concentrano molto più del silenzio assoluto. 

Ma in un coworking non mi piace incontrare i clienti.

Perché oltre a doverli incontrare in sala riunioni (bleah!), si fanno i tipici orari da ufficio e di solito incontro le future spose sempre dopo il lavoro o nel weekend.

E poi… una tazza di the con dei biscotti, un buon aperitivo non pensi anche tu che favoriscono di gran lunga la chiacchiera? Stiamo parlando di una cosa bella, del tuo matrimonio… perché farlo in una asettica sala riunioni?

Per dirti: a Marta, una mia cliente, piace così tanto questa cosa che anche se ormai si è già sposata, continuiamo a incontrarci periodicamente per testare locali e fare merenda!!!

E lunedì prossimo, M+M incontreranno il fotografo davanti ad un aperitivo in corso Sempione.

Continuo a trovarlo molto più figo che venire in ufficio da me.

 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 

Se prima di chiamarmi e di fissare appuntamento per merenda o per un aperitivo informale con me vuoi scoprire se sono libera nel giorno del tuo matrimonio, scrivimi.

[COMPILA IL FORM QUI SOTTO]

Per ricevere direttamente nella tua casella di posta le informazioni e i dettagli sui servizi offerti da Colorato di Pink per il tuo matrimonio e scoprire se sono libera nel giorno delle tue nozze.

Ti è piaciuto questo post?
PINNALO

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *