Coordinamento del matrimonio: quando sei la prima ad aver bisogno di questo servizio

Oggi ti voglio raccontare come è nato il servizio di coordinamento del matrimonio.

Magari puoi pensare che sia un servizio nato a tavolino, con una strategia di marketing ben precisa e un calcolo millimetrico delle azioni da compiere.

Ovviamente, non è assolutamente così.

Come ogni altra idea geniale, il servizio di coordinamento del matrimonio è nato tanti anni fa da una mia personale esigenza.

E ho pensato “se ne ho avuto bisogno io, sono sicura che ci sono tante ragazze che si trovano nella mia identica situazione a cui potrei dare attivamente una mano”.

Io, una futura sposa con una spiccata dote organizzativa, ottima manualità, tempo a disposizione e buona volontà, che si è resa conto che, quel giorno, non avrebbe mai potuto essere anche la sua coordinatrice.

O faceva la sposa, o organizzava.

Quindi, PANICO!

Ti voglio raccontare una parte di me e del mio passato, necessaria per spiegare come è nato il servizio di coordinamento del matrimonio.

Per farlo, però, tocca una premessa e dobbiamo risalire a quasi 10 anni fa, all’estate del 2009.

Io ero una ragazzina di poco più di 25 anni. Abitavo da sola già da qualche anno, lavoravo come segretaria in uno studio legale (il lavoro che più ho odiato nella mia vita), lavoro che mi veniva anche abbastanza male -perché non ci mettevo testa- ma che mi ha oggettivamente fatto crescere tantissimo.

Di una cosa ero certa: lavorativamente parlando già sapevo cosa volevo fare della mia vita, già sapevo che non sarei rimasta lì dentro a lungo.
Pur essendo un lavoro dignitosissimo, anche prestigioso, non era quello giusto per me. Infatti avevo già iniziato il progetto wedding planner, studiando, partecipando ad un corso -l’unico a quell’epoca- e studiando ogni genere di rivista/libro/blog del settore, ovviamente in inglese!

A chiunque me lo chiedeva, ripetevo che un giorno avrei fatto la wedding planner!

 

Nell’estate del 2009, accade che mi sposo.

Ovviamente ho organizzato tutto da sola, senza nemmeno che mi passasse per l’anticamera del cervello di assumere una wedding planner.

Sapevo già che la wedding planner non mi avrebbe tolto il gusto del preparare il mio matrimonio, ma io, che oltretutto venivo da un lavoro nell’organizzazione degli eventi aziendali (la parentesi avvocati è stata, appunto, una parentesi) volevo farlo a tutti i costi da sola.

Non ti nego che non aspettavo altro!

A questa smania organizzativa, che mi è sempre appartenuta, si aggiungeva pure una buona manualità.

È stato il periodo in cui ho scoperto lo scrapbooking e mi sono fatta a mano:
– partecipazioni,
– menù
– libretti messa
– coni per il riso
– tableau 
– mappe per il ristorante (Google sugli smartphone non esisteva ancora)
– confettata
– bomboniere
– sacchettini per gli ospiti
– guestbook

…e chi più ne ha più ne metta.

Quindi, quando ti faccio tutto il pippone sul fatto a mano che non equivale a risparmiare, so perfettamente di cosa sto parlando.

Coordinamento del matrimonio: quando sei la prima ad aver bisogno di questo servizio

Ho un ricordo chiaro di me che a mezzanotte di un giorno qualunque nei mesi precedenti, ho una crisi nervosa in quanto realizzo che non sarei riuscita a fare tutto in tempo.

Nei giorni prima del matrimonio ho preparato le scatole con le decorazioni e gli allestimenti realizzati e mentre li guardavo, ho pensato: “ma chi si occupa di stare dietro a tutto?”

PANICO. PANICO VERO.

Ecco, io mi ero appena resa conto che non potevo essere lì quel giorno, non potevo andare prima ad allestire, non sapevo a chi affidare le cose.

Io, quel giorno, ero la sposa ed ero impegnata a svolgere il ruolo principale. O ero in chiesa, o ero in location.

Avrei lasciato tutto a mia sorella, la mia testimone? Odia fare queste cose e, soprattutto, aveva una bambina piccola di nemmeno un anno a cui badare.

All’altra mia testimone? Ma va… ha fatto fatica a farmi un micro-lavoretto, figurati se potevo chiederle di allestire per me.

A mia mamma, parentado vario, altre amiche? No, la location era comunque distante e non me la sentivo di chiedere a nessuno di fare avanti e indietro per i miei capricci.

Mi ricordo anche di aver pensato: “ma non esiste qualcuno che fa queste cose, che mi aiuti quel giorno?”

Nel 2009 la risposta era semplice: NO

Oggi, la risposta è ancora più semplice: SI

O meglio, non sapevo che le wedding planner potessero anche fare solo la parte di coordinamento del matrimonio. Semplicemente perché nessuna lo faceva sapere, non conoscevo wedding planner e, anzi, la professione non era nemmeno così tanto famosa.

Ricordiamoci che era il 2009.
Non esisteva Pinterest, non esisteva Instagram, Facebook era ancora un social molto privato dove quasi si faceva fatica ad usare il proprio nome e cognome, gli smartphone non erano così evoluti come adesso, io avevo ancora un banale blackberry e avevo installato whatsapp da pochi mesi, valutandolo come la migliore idea degli ultimi secoli.

E poi, diciamocelo, la maggior parte delle “colleghe” (e le virgolette non sono casuali) o fanno tutto o nemmeno si alzano al mattino!

Ma torniamo a me, giovane sposa, e al mio problema.

Non sono il tipo che si perde d’animo: ho risolto il problema delegando e sperando.

Ho scritto una lunga lettera alla location con tutto quello che dovevano fare, l’ho allegata agli scatoloni di creazioni e allestimenti e l’ho consegnata il giorno prima.

E ho sperato (ma mi è andata bene!).

Arriva il giorno del matrimonio e nell’ordine:

  • mia madre cade e si rompe il braccio pochi minuti prima del mio ingresso in chiesa
  • sono entrata in chiesa senza musica
  • ho perso l’anello di tulle che usavo come coprispalle e il cuscino portafedi che mi aveva regalato mia cugina perché non so a chi li ho dati
  • uno dei lettori in chiesa mi da buca mezz’ora prima della cerimonia, mentre io mi stavo preparando
  • la nonna del mio ex-marito mi ha guardato e ha detto “hai visto com’è bello il mio bambino?” 
  • metà delle polaroid che avevo lasciato per il guestbook sono state bruciate da mio cuginetto di 6 anni, che si divertiva a fare le foto a caso
  • non ho salutato tre quarti delle persone

La presenza di una coordinatrice avrebbe evitato anche solo la metà di questi problemi?

Non lo so, ma se per il braccio della mia mamma né per il poco tatto della nonna non si poteva fare nulla, se avessi avuto me stessa lì quel giorno, sicuramente:

  • l’anello di tulle e il cuscino portafedi sarebbero tornati a casa con me
  • sarei entrata con la marcia nuziale di sottofondo
  • ci sarebbe stato un altro lettore, senza che la mia amica Claudia si sorbisse tutte le letture, il salmo e le intenzioni
  • forse qualche invitato avrebbe avuto la possibilità di farsi qualche foto in più
  • avrei avuto aiuto per togliere il velo, per sistemarmi all’occorrenza, per organizzare meglio il lancio del bouquet o il taglio della torta
  • la sera non sarei dovuta andare io in giro per la location per recuperare le cose da portare a casa

E lo confermano le recensioni delle mie clienti, che trovi cliccando qui.

Ah, dimenticavo… anche a me sono successe le cose che sono accadute a Ferragni e Fedez.

Vuoi sapere come è andato a finire il matrimonio?

Pochi anni dopo ci siamo lasciati, io ho usato il mio vestito per fare il trash the dress, ho perso tutte le foto di quel giorno, ho venduto la mia fede e sono andata dal parrucchiere per un bel restyling, una delle mie testimoni ha chiuso completamente i rapporti con me.

Triste? No, per nulla.

È un giorno che ricordo con il sorriso sulle labbra, nonostante tutto.
Le foto del trash the dress sono tra le più belle che ho, ho conosciuto il mio nuovo parrucchiere che mi ha svoltato il look, ho scoperto tante nuove amiche. 

Il lieto fine c’è anche per me.

Credo così tanto nel matrimonio, non solo nella festa, che l’anno prossimo mi sposo. Per la seconda (e ultima) volta.

Questa volta conosco davvero il mondo wedding.

Non farò più l’errore di pretendere di fare tutto da me, non ce la posso fare, non ho più tempo e ora conosco fornitori ottimi che possono fare ancora meglio di quello che potrei fare io discretamente.

Questa volta, ho chi si occuperà del coordinamento e io sono sicura che non dovrò preoccuparmi davvero di nulla.

Nemmeno a dirlo, il miglior coordinamento possibile:
quello di Colorato di Pink.

Quel giorno io sarò la sposa.

Alessia non è tanto convinta di questa affermazione, sa perfettamente che sarò la peggiore tra le spose possibili e che non smetterò di essere coordinatrice… ma di lei mi fido.

Sarà perfetto?

Non credo, ci sarà qualcosa che non andrà bene, che non potrò controllare.

Ci sarà qualcosa che mi dimenticherò, ma… sarà il mio matrimonio. E quindi sarà perfetto.

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