Come la scelta di un semplice paio di scarpe ti fa capire che il coordinamento del matrimonio è il servizio che hai bisogno per il tuo matrimonio

È un racconto che ho fatto spesso in questi mesi di preparativi, ma lo uso come paragone perché, nonostante io nel settore ci lavori, i dubbi e le domande che vengono a te… capitano anche a me!

Come la scelta di un semplice paio di scarpe ti fa capire che il coordinamento del matrimonio è il servizio che hai bisogno per il tuo matrimonio

La scelta del mio look per il mio matrimonio è stata una delle parte più complicate.

In generale, ogni scelta fatta per il matrimonio è stata frutto di grandi riflessioni: non sono di sicuro quel tipo di sposa che “già sapeva cosa voleva”… magari lo fossi stata!

Fondamentalmente perché ero divisa tra ben 3 soluzioni:

  • quello che vedo per lavoro
  • quello che penso piacerà agli invitati
  • quello che ho già fatto la prima volta

Capisci che con tutte queste menate e questi paletti che mi sono autoimposta, capire cosa mi piaceva davvero è stato estremamente complicato.

Chiedere al futuro marito? Ma va… è perfetto nel prendere la decisione finale, ma con la scusa che io faccio la wedding planner si è impegnato nella ricerca davvero al minimo sindacale.

Tanto che va in giro a dire che organizzare il matrimonio con la wedding planner è davvero fighissimo… !

(come se non lo sapessi…)

Con l’abito da sposa, poi, ho dovuto far pace tra il mio look e quello che mi è sempre piaciuto vedere -addosso alle altre-. Ad aiutarmi nella scelta definitiva, come ho raccontato spesso nella newsletter, è stato un abito indossato per errore (troppo caro, clamorosamente fuori budget ma… perfetto!) e il commento di una amica.

In ogni caso a giugno scorso ho  risolto anche quel problema e adesso che la prima prova abito è stata fissata, è tornata la confusione sulla scelta degli accessori.

In realtà, nella mia mente c’è un look molto preciso: infatti durante la prova trucco che ho fatto a metà novembre ho dato indicazioni molto precise e anche con il parrucchiere c’è stata subito grande sintonia perché entrambi avevamo molto chiaro come gestire i capelli.

Che devo scegliere le scarpe e su Instagram ho aperto un sondaggio.

Ho postato diversi tipi di scarpe, che a me piacevano tutte molto, e ho chiesto ai follower di votare.

Nemmeno a dirlo, la maggioranza di voti positivi è andata alle scarpe più classiche ed eleganti.

Peccato che… sono quelle che non voglio!

No alle scarpe “da sposa”, soprattutto NO FORTISSIMAMENTE NO a quelle bianche, magari in raso, con la punta larga e troppo troppo classiche.

Il mio sogno segreto erano le nude, modello So Kate di Louboutin nella versione con il tacco ondulato… ma per ora il sogno resterà tale.

Quindi, come sempre dico nella vita: se non posso avere quello che voglio, non voglio una copia ma una cosa totalmente diversa.

Anche una scarpa “folle”.

Però, a condividere la mia idea di scarpa stravagante sotto l’abito da sposa sono state solo due persone. Sono due care amiche, con cui condivido la passione per la moda che entrambe “capiscono”: una perché ci lavora, l’altra davvero per passione.

Inoltre, mi conoscono. E hanno pensato alla scelta delle scarpe anche tenendo conto di quello che piaceva a me.

Se il tuo seguito ti conosce e sa perfettamente cosa vuoi, allora non potranno fare altro che apprezzare la tua idea o proporti alternative in linea con quello che desideri, magari anche in una versione più classica ma con l’obiettivo di trovare il giusto compromesso.

Ogni tanto mi sono chiesta a cosa sarebbe successo se avessi mandato qualcuno a comprarmi le scarpe.

Sono sicura che questa persona sarebbe tornata con un bellissimo paio di scarpe, che magari mi piacevano anche, ma che non rispecchiavano per niente la mia idea di look da sposa.

Perfette per un abito da sposa, ma non adatte AL MIO abito da sposa.

È una differenza sottile che spero tu possa cogliere.

La scelta non sarebbe stata sbagliata, sia chiaro: una volta che ho definito cosa assolutamente non volevo, sono sicura che l’alternativa era ottima, ma non avrebbe rappresentato me stessa al 100%, come invece hanno fatto queste amiche. 

È questo il trucco fondamentale per far funzionare l’organizzazione del matrimonio: andare d’accordo e essere in sintonia con la persona che organizza e che ti sta aiutando, che conosce le tue esigenze e quello che desideri.

Il giorno del tuo matrimonio potrebbe accadere qualcosa di analogo alle scarpe del mio matrimonio: per quanto le tue amiche sono brave e organizzate nella vita, non sarebbero assolutamente in grado di gestire un matrimonio.

Perché, a meno che non facciano le wedding planner e siano specializzate nel coordinamento del matrimonio, non hanno mai lavorato ad un matrimonio in maniera seria.

E se anche, per qualsiasi motivo, sono entrate in contatto con il mondo wedding (magari come fornitori), non sanno cosa tu desideri e, soprattutto, quale sia il tuo progetto matrimoniale nel suo complesso.

Non c’entra l’avere o no buongusto, pensano di fare il tuo bene ma non è detto che realizzino quello che desideri.

Qualcosa di bello, sicuramente, ma non quello che tu ti immaginavi.

Praticamente non esagero quando dico che affidare alla tua mamma o alla tua migliore amica, oltre a togliere loro la possibilità di godersi nel ruolo di invitate più importanti una festa che stai organizzando da tanti mesi, vuol dire chiedere uno sforzo enorme.

Che non è giusto fargli fare.

Meglio avere un aiuto professionale,leggi: la pink, che ti aiuti durante i preparativi con consigli e consulenza, idee e contatti furbi e poi, quel giorno, sempre presente al tuo fianco per controllare che tutto vada esattamente come volevi.

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Ti ho incuriosito e vuoi sapere:

  • se sono (ancora) disponibile per la data del tuo matrimonio
  • quanto costano i miei servizi
  • come si svolgono e come fare ad averli?

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