… e tu, hai firmato il contratto con i fornitori?

Nel post di oggi parliamo di un grosso problema che si verifica troppo spesso nel mondo del wedding: la mancanza di un contratto che gli sposi firmano con i fornitori che assumono.

Quante volte hai letto in giro, nei forum o nei gruppi social, di spose che sono state deluse dal servizio ricevuto e che non sanno come intraprendere azione legale nei confronti del fornitore perchè non hanno mai firmato il contratto?

Quante volte hai dovuto mandare mail con richiesta di alcuni dettagli (su condizioni, pagamenti, etc) perchè non erano stati indicati in nessun foglio o preventivo e ti ricordavi solo qualcosa detta a voce velocemente?

Quante volte hai dato un acconto senza ricevere in cambio nulla di una semplice ricevuta?

La macchina organizzativa del tuo matrimonio si è messa in moto, hai scelto i fornitori e hai già anche confermato i primi nomi.

Ora pensa: quanti fornitori ti hanno firmare il contratto?

L’argomento è spinoso, a tratti piuttosto doloroso e il podcast che ho registrato con Michela Tombolini, wedding lawyer è una puntata al cardiopalma, da non ascoltare se sei una sposa ansiosa!

I casi trattati nel podcast e che leggerai qui sono piuttosto limite, ma capitano.

Ricorda: firmare un contratto vuol dire “patti chiari, amicizia lunga”

Aiuto, non ho firmato il contratto con il fornitore!

Con Michela abbiamo parlato chiaramente di contratti, di quello che accade se non si firmano e di come deve essere fatto un contratto regolare e preciso.

PS: Io il contratto l’ho sempre avuto e l’ho sempre fatto firmare alle coppie che decidono di avermi come coordinatrice nel loro matrimonio. 

Da quando Colorato di Pink è cresciuta, il contratto è stato rivisto e aggiornato e migliorato proprio da Michela in persona.

Quanto è importante firmare il contratto

L’errore più grande che si può fare, secondo Michela, è quello di versare un acconto a conferma della data senza aver mai firmato un contratto.

Un contratto firmato sancisce formalmente gli accordi. 

Quando sei andata a visionare la location e a conoscere i costi, ti hanno sicuramente lasciato del materiale informativo e un preventivo con alcune indicazioni di massima.

Quel preventivo, anche se contiene i dettagli che a te interessano, in caso di problemi non ha alcun valore legale.

Infatti mancano alcune clausole specifiche riguardo i pagamenti, i termini di un eventuale recesso. Sapere che pagherai 100€ a persona, che sono incluse le tovaglie e che hai un numero minimo di ospiti non è sufficiente. 

Se qualcosa dovesse andare male, senza un contratto alla base resta davvero molto difficile dimostrare la ragione.  

Michela fa un esempio molto calzante: “è come comprare un’auto e non fare l’assicurazione perchè tanto non hai mai fatto incidenti”.

Se non hai firmato il contratto e qualcosa va storto, piangi tantissimo il danno che ne deriva.

La tendenza comunque è tutta italiana, dove siamo abituati a fare le cose alla “volemose bene”, dove si vede del male nella firma di un contratto.

Certo, se tutto va bene il contratto era inutile, ma se le cose vanno male, invece, quello è l’unico documento per far valere i propri diritti.

E non stiamo parlando di andare in causa, davanti ad un giudice. Anzi, ogni buon avvocato sa perfettamente che è meglio cercare di risolvere la questione in via stragiudiziale, ma per farlo bisogna avere prove concrete su cui discutere.

La firma del contratto vuol dire trasparenza

Aver firmato il contratto, secondo me, è la dimostrazione di voler lavorare con trasparenza e di voler tutelare maggiormente il cliente.

Se è tutto chiaro, scritto per bene e le linee guida sono definite, gli sposi sanno di essere sicuri: nessuno fa in modo di andare contro il contratto scritto.

I problemi il giorno del matrimonio ci sono, accadono e sono più comuni di quanto pensi. La verità è che la coppia, quasi sempre, lascia correre. 

Si tratta infatti di dettagli minimi, che non hanno inficiato sulla buona riuscita del matrimonio, però lasciano un pochino di amaro in bocca.

A volte si pensa di aver capito male e se non c’è traccia scritta, ne sul contratto ne con email o messaggi whatsapp, ci si chiede se ne valga la pena farlo notare.

Sicuramente la presenza di una coordinatrice aiuta a ridurre ulteriormente questi piccoli problemi, visto che si notano praticamente subito e che sono sempre presente durante i sopralluoghi in cui si stabiliscono i dettagli.

Fatti di vita vissuta: i problemi veri!

Il problema è quando accadono i casini veri.

Michela racconta un fatto accaduto ad una sua cara amica.

La sposa, a 20 giorni dal matrimonio, scopre, per vie traverse, che la location in cui avrebbe festeggiato il matrimonio era stata posta sotto sequestro.

Panico. Sia perchè bisognava riorganizzare tutto in pochissimi giorni, sia perchè la sposa non ha mai formato un contratto regolare. Aveva solo il famoso preventivo con scarabocchiato un paio di dettagli.

E se all’amica di Michela è andata ancora “bene“, perchè sposandosi di mercoledì e con 20 giorni di tempo sono riusciti a trovare una nuova location, la coppia che ha scoperto il fatto il giorno prima delle nozze e solo perchè sono andati a lasciare le bomboniere ha dovuto rimandare tutto!

Michela si è attivata per aiutare la sua amica, ma l’azione è stata infruttuosa perchè mancava un contratto e i proprietari della location si è data irreperibile.

Anche se in questo caso il danno era chiaro e palese, è stato impossibile recuperare almeno la caparra versata. 

Questo è un caso limite e me ne rendo conto, mentre ci sono casi che capitano più spesso.

Hai firmato il contratto con il fotografo?

I problemi più comuni riguardano i fotografi: foto brutte, foto non consegnate, numero di foto inferiore a quello che avevano concordato verbalmente.  

Michela racconta di una sposa che ha seguito personalmente. La ragazza, dopo 4 anni dalle sue nozze non aveva ancora ricevuto le foto.

Il fotografo tergiversava, rimandava e non si capiva per quale motivo. Michela scopre che il fotografo aveva perso le foto di alcuni momenti della giornata e rimandava la consegna sperando che prima o poi la sposa mollasse.

In questo caso era stato firmato un contratto e solo quando i legali hanno avuto modo di parlare tra loro si è trovato un accordo stragiudiziale: la sposa ha avuto tutte le foto scattate e ha anche riavuto indietro i soldi già pagati.

Non si può affidare alla fortuna il giorno più importante della vita.

Com’è strutturato un contratto?

Un contratto si compone di diverse parti.

Nella parte iniziale si spiega chi sono le parti: gli sposi (anche solo uno dei due) e il professionista.

Quindi si passa a definire i termini in cui il contratto avrà luogo, indicando i dettagli dell’evento.

Fondamentale indicare anche la questione su accordi economici, acconti e ogni eventuale opzione. 

L’acconto versato serve sempre a confermare la data. 

“Ogni punto e ogni virgola va messo per iscritto” è la frase di Michela Tombolini per spiegare il contratto.

Se volessi sapere le differenze tra wedding planner, wedding coordinator e wedding designer puoi leggere questo post, in cui Serena Colavita spiega benissimo la questione.

Come si fa con la liberatorie per l’utilizzo delle immagini?

Argomento spinoso riguarda anche al liberatoria che gli sposi rilasciano a tutti i fornitori per poter utilizzare le immagini del matrimonio.

Non basta che la liberatoria sia stata firmata al fotografo, anche la wedding planner (e pure il catering o la fiorista) deve avere la liberatoria firmata dagli sposi per poter utilizzare le foto che vengono fatte quel giorno.

Ricorda: far firmare il contratto vuol dire tutelare.

Vuol dire essere trasparenti e chiari e non nascondersi.

Sai quella frase “patti chiari, amicizia lunga” che si faceva da bambini che si stabilivano le regole prima di cominciare un gioco? Ecco, firmare un contratto è la stessa cosa.

Più il contratto è preciso, più è dettagliato e meno si avvicinerà il tribunale in caso di problemi.

Comunione o separazione dei beni?

Il contratto più grande che si stipula comunque è quello del matrimonio, tra te e lui.

Quel giorno si firma un contratto con diritti e doveri ben chiari (e vengono letti!) e bisogna anche scegliere il regime patrimoniale.

Ma questa cosa sulla comunione o sulla separazione dei beni è ancora molto confusa e ricca di idee sbagliate.

Michela ha scritto questo articolo tanto tempo fa per il mio blog in cui si parla di separazione o comunione dei beni e ne accenniamo anche all’interno del podcast. L’argomento è molto complesso, ma come tutti anche lei consiglia sempre di fare la separazione dei beni.

L’aiuto prezioso del coordinamento del matrimonio

Se un contratto fatto bene permette di evitare, a monte, fregature e imprecisioni, la presenza di una coordinatrice è sicuramente un grande deterrente. 

Spesso i fornitori non fanno alcune cose perchè, in quel momento, nel giorno del matrimonio, si trovano indaffarati e se devono piazzare il tableau o altre cose preferiscono farlo quando sono comodi loro e non seguendo le richieste della sposa.

Avere presente una persona che conosca il giorno del matrimonio a memoria e sappia esattamente cosa desideri e cosa deve avvenire quel giorno, una persona che controlli proprio come se fossi tu, permette di rendere tutto davvero perfetto!

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