Un anno dopo il mio matrimonio: ricordi e riflessioni sparse

Un anno fa, oggi, mi stavo sposando.

Il 16 marzo 2020 ricorre il mio primo anniversario di matrimonio. E mi concedo qualche riflessione sparsa, come se questo post fosse il mio personale diario dei ricordi.

Per me è stata una giornata che non dimenticherò mai.

Il format reverse wedding che abbiamo applicato è stato vincente, almeno per noi. Il pranzo prima della cerimonia, solo con i parenti (eravamo in 42), ha permesso a tutti di godere del momento senza fretta.

C’era tantissima emozione di quella bella, positiva, felice. Se avessi avuto un vocabolario, avrei potuto inserire quel momento alla voce “gioia”.

Vedere la mia famiglia e la sua, mischiarsi, conoscersi, salutarsi, presentarsi, è stato un bel momento che ha reso bene uno dei sensi del matrimonio: l’unione di due famiglie.

E noi siamo riusciti a stare con tutti e a dare attenzioni a tutti. Che è sempre quello che manca un po’ durante il matrimonio: tanta gente, troppe cose da fare, troppo poco tempo.

I 22 gradi, il sole alto e il cielo blu, inusuali in una giornata di marzo, hanno sicuramente aiutato il buon umore e fare un aperitivo in giardino, il primo aperitivo dell’anno, è stato speciale.

Come è cominciata la giornata

aperitivo in giardino

La sera prima del matrimonio abbiamo fatto una meravigliosa cena con tutti i nostri testimoni.

Entrambi avevamo persone che arrivavano da lontano: mia sorella dall’Inghilterra, il cugino di Luca dalla Calabria. I nostri testimoni, 4 persone per noi importantissime, non si conoscevano tra loro. Quella cena quindi ci sembrava necessaria per godere di loro.

La mattina del mio matrimonio è iniziata, apparentemente, come una giornata normale.

Io e Luca ci siamo svegliati insieme, nello stesso letto. Qualche coccola e poi io sono uscita di casa presto per andare a farmi la piega.

Lui ha continuato a dormire, con calma si è alzato, colazione, doccia e quando sono tornata, dopo il mio secondo caffè, ci siamo vestiti e siamo usciti di casa con la nostra macchina.

Appena arrivati in Location, ad attenderci, tanti baci e abbracci da tutta la nostra famiglia. Scendo dalla macchina e le prime persone che vedo sono Claudia e Luciana, subito dopo Federica, Alessia e Giacomo: sì, le prime persone che ho visto erano le mie amiche che sarebbero state anche il mio staff per quel giorno. Ricordo di aver salutato tutti, di aver cercato la mia mamma che si è fatta attendere, arrivando dopo la sposa. Appena mi ha visto, mentre l’aiutavo a scendere dall’auto, piangeva (di felicità) e mi ha confessato che anche la sera prima non aveva dormito per l’emozione.

Ancora qualche chiacchiera in giardino e ci siamo seduti in sala.

Il momento del pranzo con i parenti

Ad accoglierci un super tavolo imperiale, decorato e allestito proprio come volevo io. Federica, la mia fiorista, ha saputo interpretare il mio desiderio.

Io volevo a tutti i costi che al mio matrimonio ci fosse il tavolo imperiale e ho organizzato tutto affinché fosse possibile. L’organizzazione è iniziata dal principio, cercando location che potessero accogliere un tavolo imperiale senza sforzo. 

tavolo imperiale

tavolo imperiale

tavolo imperiale

tavolo imperiale 

Il tavolo imperiale non ha rovinato in alcun modo la convivialità e anche se lo scegli per il tuo matrimonio devi far conto di assegnare i posti a tavola.

Io ho fatto così:

  • io e Luca eravamo al centro del tavolo, io seduta alla sua sinistra;
  • alla mia sinistra, dal mio lato, le mie testimoni;
  • alla destra di Luca, dal suo lato, i suoi testimoni;
  • di fronte a me, alla mia sinistra, i miei genitori;
  • di fronte a Luca, alla sua destra, i suoi genitori;
  • i miei parenti tutti alla mia sinistra;
  • i suoi parenti tutti alla sua destra.

Ok, è più complicato di quello che sembra, ma alla fine ha funzionato e tutti sono stati vicini alle persone con cui di solito hanno più confidenza. 

Non ho voluto fare il tableau.

Ho preferito mettere dei segnaposto e dare a Giacomo e Alessia l’elenco dei posti a tavola, per aiutare le persone a sedersi.

Quindi siamo entrati noi, con grandi applausi.

La preparazione per il matrimonio

Dopo il pranzo, come da timing, bisognava andare a prepararsi.

I miei parenti si sono spostati in giardino per il caffè, nel frattempo la sala dove avevamo fatto il pranzo sarebbe stata trasformata nella sala della cerimonia proprio mentre arrivavano gli altri invitati, i nostri amici.

Alessia, Giacomo e Federica hanno fatto vere e proprie magie!

La preparazione mia e di Luca è avvenuta al piano superiore, io nella saletta della sposa, Luca letteralmente dall’altra parte della villa in una saletta allestita per l’occasione, entrambi con i relativi testimoni.

La cerimonia simbolica e civile

Finalmente è il momento di sposarci per davvero.

Quando ho scelto la location per il mio matrimonio, tra le tante cose che doveva avere, c’era la possibilità del rito civile ufficiale.

Non solo:

  • doveva costare una cifra ragionevole;
  • il sindaco doveva dare la delega alla persona che io avrei scelto;
  • avrebbero dovuto sposarmi di sabato alle 17.00.

Nonostante tutte queste richieste sono riuscita a trovarla.

Claudia Carbonara avrebbe celebrato il matrimonio simbolico prima e quello civile dopo.

Una pianista ha suonato tutte musiche rock scelte da Luca, la cerimonia è stata commovente, emozionante, divertente, romantica… esattamente quella che io volevo!

ingresso sposa cerimonia civile

 allestimento matrimonio civile

 firme matrimonio

matrimonio civile

Il taglio della torta

Ti ricordo che il mio è stato un reverse wedding, quindi le cose c’erano tutte ma in ordine diverso dal solito.

Sì, dopo la cerimonia abbiamo subito tagliato la torta.

La mia torta nuziale era una naked cake, con cioccolato e fragole, decorata da fiori nella palette cromatica scelta, fucsia, rosa e giallo.

Il cake topper, scelto dallo sposo, richiama la passione per le due ruote di Luca.

Per fare un po’ di scena, abbiamo voluto le fontane luminose a freddo (così non avrebbero spaventato Dafne che ha paura dei botti)

La festa

Bene, da questo momento in poi io ho due ore di buco nei miei ricordi.

So che non ho più toccato cibo, ho solo assaggiato velocemente la torta, ho solo bevuto gin tonic ma nemmeno troppo, perché appena ne bevevo un sorso poi mi chiamavano per qualcosa, abbandonavo il bicchiere e non lo trovavo più.

Il buffet è stato servito, la gente ha mangiato, io ho parlato con una marea di persone e sono stata troppo poco tempo con le mie amiche. Di questo me ne rammarico molto.

Poi, ad un certo punto, i Jaspers hanno cominciato a suonare e mi sono dimenticata di tutto.

Considerazione finali

La giornata è volata, davvero, sono entrata in casa alle 2 di notte e mi chiedevo se fosse già tutto finito.

A me è piaciuta davvero tanto anche se so perfettamente che non tutti i miei invitati la pensano allo stesso modo.

Dal punto di vista organizzativo è stata perfetta: tempi rispettati, calcolati in maniera corretta, senza perdite di tempo e ottimizzando ogni momento.

Dal punto di vista degli sposi è andata benissimo perché noi abbiamo fatto davvero tutto quello che ci piaceva.

Abbiamo voluto una festa diversa, decisamente particolare e non convenzionale.

La parte del pranzo con la famiglia è stata vincente perché abbiamo passato una prima parte di giornata dando attenzioni a tutti i nostri parenti, soprattutto con quelli lontani che vediamo troppo poco.

La parte del buffet è stata molto caotica, con tantissima gente e sono sicura di non aver salutato tutti.

Non sono stata con le persone che volevo: le mie amiche, ad esempio, le ho viste pochissime.

La musica scelta non è piaciuta quasi a nessuno, ma questo lo sapevamo già e ce ne siamo fregati. Io e Luca siamo due rockettari convinti e non avremmo mai rinunciato a questo pur sapendo del rischio corso.

Sapevamo che non tutti avrebbero gradito e infatti, tempo dopo, in qualche modo, me lo hanno fatto sapere. I commenti sono stati duplici: da una parte quelli che ci conoscevano bene hanno capito il nostro stile e hanno riconosciuto noi, dall’altra quelli che sono rimasti fermi sulle loro posizioni sostenendo che non era il loro matrimonio e che non lo avrebbero fatto così.

Me lo aspettavo, ma ho preferito seguire quello che piaceva a me.

Ecco, il nostro matrimonio è andato così. 

Se tornassi indietro rifarei tutto diverso e probabilmente insisterei per mantenere l’idea iniziale: cerimonia civile da soli con i testimoni e i genitori, poi festa per tutti qualche giorno dopo.
Non perchè non sia soddisfatta, ma perché mi piace cambiare.

Solo di una cosa non ero per niente soddisfatta: il mio look.

Non mi piaceva il mio vestito, non mi piaceva la coroncina, non mi piaceva il trucco.

Ma queste sono considerazioni minori: ho sposato l’amore della mia vita e questo primo anno di matrimonio è stato perfetto.

Infatti per noi non è cambiato molto, la vita di coppia è rimasta uguale. Continuiamo a dire che abbiamo solo fatto una bella festa e che ci siamo regalati due fedi nuove.

E questa certezza che niente è cambiato è stata meravigliosa!

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