Le pubblicazioni di matrimonio sono uno dei passi fondamentali per rendere valido legalmente il vostro matrimonio.

Bello il vestito, la villa vista lago e la torta a tre piani in pasta di zucchero nei colori del matrimonio, però quello che veramente conta, quello che veramente state facendo in quella giornata è diventare una famiglia anche agli occhi della legge.

Esattamente come per ogni questione di legge, o per ogni contratto firmato, bisogna preparare una serie di documenti.

Questi documenti, queste procedure relativa alla tua unione, riguardano appunto le pubblicazioni di matrimonio.

Peccato che il normale svolgimento del matrimonio è stato rovinato dall’arrivo del coronavirus e, da quel 21 febbraio, tutte le scadenze e il calendario organizzativo che finora conoscevamo non sono più valide.

Le meravigliose liste “12 mesi prima/10 mesi prima/8 mesi prima” non servono più a nulla.

Sono tantissime le ragazze che si sono trovate a spostare il matrimonio dopo qualche mese e questo potrebbe far decadere la questione delle pubblicazioni.

Pubblicazioni di matrimonio: come gestirle durante l’emergenza coronavirus

Il decreto legge chiamato Cura Italia ha pensato anche alle cerimonie già programmate e alle relative pubblicazioni di matrimonio.

Se hai già fatto le pubblicazioni in Comune e devi spostare le nozze probabilmente ti stai chiedendo se le pubblicazioni sono ancora valide oppure dovrai rifarle.

C’è una buona notizia: è stata prevista una proroga.

Come funzionano le pubblicazioni di matrimonio

Come già sai per poterti sposare legalmente devi presentare una richiesta al comune.

Si va all’ufficio anagrafe del comune di residenza (di entrambi o anche solo di uno) con i documenti di identità, si comunica la volontà di contrarre matrimonio, si compilano delle carte, si paga la marca da bollo (circa 17€ per comune).

Il comune di residenza richiederà ad altri comuni i certificati di cui necessita e, se tutto è ok e nulla osta il matrimonio, si potrà procedere con l’affissione all’albo pretorio delle pubblicazioni.

Le pubblicazioni restano esposte 8 giorni, include due domeniche nel caso di matrimonio religioso. Se dopo 3 giorni dall’esposizione nessuno fa obiezione, si può fissare ufficialmente la data del matrimonio.

Non conosco nessuno che abbia mai fatto obiezione alle pubblicazioni. Penso sia una legge vecchia come il mondo… ma tant’è!

Questi documenti hanno valore di 6 mesi, cioè di 180 giorni.

Infatti, per questo motivo, si conta a ritroso quando iniziare a fare le pubblicazioni.

Esempio: se ti sposi a giugno e conti 6 mesi prima, sai che tra gennaio e febbraio potrai andare in comune per iniziare le pratiche per rendere ufficiale la tua unione.

Questo prima del coronavirus e della pandemia

Poi arriva il coronavirus, una pandemia.

E tante spose (forse anche tu) si trovano a spostare la data del matrimonio.

Come fare, dunque, con le pubblicazioni?

Ecco, la proroga prevista dal decreto legge “Cura Italia” ha efficacia proprio sulla validità del “certificato di eseguita pubblicazione”.

L’articolo 103 del Decreto Legge del 17 marzo 2020 recita così: “Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020”.

Se leggerlo ti ha fatto venire mal di testa e dubitare della tua comprensione della lingua italiana, benvenuta nel club.

Quindi me lo sono fatta tradurre da chi capisce il “legalese”.

Per farla breve: sono stati prorogati i termini di scadenza di tutte le affissioni fatte tra il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020, per cui non si terrà conto del periodo già trascorso fino al 15 aprile.

Chiaro, no?

Diciamo che se ti dovevi sposare a giugno e hai fatto le pubblicazioni a marzo, saranno valide comunque fino a oltre ottobre.

Se la mia nuova data è oltre il termine di proroga, che succede?

Se la data del tuo matrimonio è oltre i 180 giorni, quasi sicuramente le pubblicazioni saranno da rifare. Semplicemente decade il termine e la procedura va rifatta.

(sì, dovrai pagare di nuovo le 16€ al comune).

Coordinamento del matrimonio: posso richiederlo?

Ci sono cose che devono curare gli sposi in prima persona e le pubblicazioni sono parte di questo.

Ma visto che le cose a cui pensare, da rifare, da sistemare non appena la situazione si sblocca saranno davvero tantissime, perché non valutare in maniera concreta la delega della parte prettamente organizzativa a chi lo fa di mestiere?

Tu hai già deciso tutto, quindi questa persona non interverrà imponendo fornitori esclusivi o persone che non ti convincono. Stai solo cercando “un ufficiale al comando” che si occupi di realizzare tutto quello che ti serve!

Guarda un po’, è proprio la mia specialità, quello per cui Colorato di Pink è diventata famosa.

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