In questi anni mi sono accorta di una cosa: le persone hanno dimenticato le regole base di come si partecipa a un matrimonio.
E sono arrivata a questa conclusione dopo aver osservato gli invitati, aver raccolto sfoghi e racconti delle mie spose, e aver visto certi comportamenti assurdi con i miei occhi.
Non so bene perché accada, ma ho diverse teorie in merito. Sicuramente c’è un parziale rifiuto di quello che è sempre stato il galateo, che oggi viene visto non come una lista di consigli a cui attenersi per poter vivere insieme felicemente, ma come una limitazione alle esigenze personali. D’altronde, nessuno può negare come oggi la società sia diventata estremamente individualista ed egoista, e si passa sopra il buon senso comune in nome del proprio interesse o del proprio bisogno.
Ma partiamo dall’inizio.
Tutto inizia con la partecipazione al matrimonio…
Quando si riceve la partecipazione, è carino leggere con attenzione il nome scritto sulla busta. Non è che gli sposi hanno speso del tempo per scrivere i nomi perché avevano voglia di sprecare ore della loro vita, ma lo hanno fatto con l’intento preciso di invitare in maniera mirata.
In parole povere, la partecipazione è intestata e riporta i nomi delle persone che sono invitate. Ad esempio, se c’è scritto “Famiglia Rossi”, significa che sono invitati tutti i membri della famiglia, figli inclusi. Se, invece, c’è scritto solo “Mario e Luisa”, allora sono invitati solo quelle persone. Se a riceverla è un single, dovrà venire da solo. Non mi sembra difficile da capire.
Fatto questo primo controllo, è bene aprirla, leggere con attenzione data, ora e luogo dei festeggiamenti e fare mente locale sul periodo. Infatti, è richiesto a tutti di dare conferma della presenza. Ma non sotto data, che magari sei stanca e non vuoi fare nulla, fallo per tempo, al più tardi entro il mese precedente al matrimonio.
Ovviamente questa regola decade solo se ci sono di mezzo motivazioni serie, come questioni di salute, attesa di ricoveri, malattie gravi di famigliari e altro. L’esperienza però mi insegna che si tratta di eccezioni che riguardano una percentuale minima degli invitati, nell’ordine dell’1%. Gli altri sono pregati di fare gli adulti e di segnare in agenda che quel giorno avranno un impegno.
Come vestirsi per partecipare a un matrimonio…
A questo punto, è tempo di pensare per tempo all’abbigliamento. Non è obbligatorio acquistare un nuovo abito da cerimonia, soprattutto se l’invitato è un amico, un collega, o una parente non strettissimo. Con un po’ di buon senso si trovano abiti molto carini anche da Zara, H&M, Asos e tanti altri marchi dove poter acquistare un vestito adeguato a meno di 100 €. Anche se nessuno vieta di riciclare qualcosa che già si possiede.
Arriviamo alla scarpa. Anche sono io una fan del tacco, e lo porto molto volentieri, non è un elemento obbligatorio. Oggi, poi ci sono tantissime opzioni eleganti e comode. Quello che sto dicendo è che tra un sandalo gioiello con tacco 12 a spillo e le Birkenstock, nel mezzo ci sono tantissime opzioni da valutare per trovare il compromesso tra comodità e un tocco di eleganza, che in un occasione come il matrimonio non guasta mai.
Se non sei abituata a portare il tacco, non farlo. Se ti piacciono e volevi l’occasione per metterlo, abitua prima il piede: indossare scarpe nuove quel giorno è la peggiore idea che tu possa avere!
Per gli uomini, bastano camicia, pantalone elegante e giacca, e concedo persino lo spezzato. Se non si hanno, si può fare un investimento (anche nelle catene appena viste), sapendo che basterà cambiare camicia per ottimizzare la spesa nel giro di pochissimo tempo.
Già sento le lamentele: “Mi dà fastidio la camicia”, “Ma io ho caldo”, “Ma che palle vestirsi”. Eh signori miei, è la vita. Alcune occasioni richiedono un abbigliamento formale. Dai, facciamo i bambini grandi e via.
Orari, puntualità e organizzazione degli spostamenti…
Arriviamo alla parte più difficile, quella degli orari.
Sulla partecipazione c’è scritto l’orario in cui bisogna arrivare. Se la cerimonia è in chiesa, di solito l’ora indicata è quella di inizio della messa, quindi bisogna essere presenti almeno 30 minuti prima per avere tempo di parcheggiare, salutare lo sposo e gli altri invitati, quindi prendere posto in tempo.
Se la cerimonia è in location, di solito viene scritta l’ora in cui gli ospiti devono arrivare.
Arrivare troppo presto NON È buona educazione, e allo stesso modo non lo è arrivare troppo dopo, a cerimonia iniziata. Hai dei dubbi? Chiedi! Leggi la partecipazione e chiedi direttamente: “L’ora indicata è quella a cui dobbiamo arrivare o l’ora di inizio della cerimonia?” semplice e diretto.
Hai ansia di arrivare troppo presto? Fatti tuoi. Lo capisco, perché spesso ci si muove in zone lontane e si teme traffico o di non conoscere la zona, ma molto spesso non c’è modo di accogliere con troppo anticipo. Non è cattiveria, solo normale buon senso di gente che lavora.
Spesso gli sposi creano un sito web del matrimonio per aiutare e dare tutte le informazioni necessarie a gestire al meglio l’evento, non per rompere le scatole con una cosa in più da fare. Quindi, il sito web non è solo una scusa per nascondere la lista nozze, ma è un modo per fornire agli invitati tante info utili. Soprattutto, se gli sposi dicono di non indossare tacchi alti perché la cerimonia sarà sull’erba, oppure danno indicazioni su dove parcheggiare, lo fanno solo per la vostra comodità. Li volete mettere? Benissimo, ma sappiate che siete stati avvisati.
A questo punto, preme indicare che se la cerimonia è in chiesa, le spalle delle signore devono essere coperte. Non lo dico io, ma il buon senso e il rispetto per il luogo sacro in cui si è. Stop. So che ormai la sposa ha perso anche qeusto tabu, ma per le invitate sarebbe carino continuare a rispettarlo. Grazie.
Inoltre, è bene che tutti prendano posto. Non è facoltativo, ci si siede fino all’arrivo della sposa. Poi, se in chiesa qualcuno vuole uscire, può farlo, ci mancherebbe. Ma almeno abbiate la decenza di stare dentro per l’arrivo della sposa. Lei ci tiene molto a vedere tutti dentro, così può fare la sua grande entrata… è il suo giorno, e almeno quello se lo merita.
In caso di cerimonia civile, invece, prendi posto occupando tutte le sedie. TUTTE. Fa molto caldo e alcune sedie sono al sole? Ok, puoi spostarti e cercare un posto all’ombra. Ma per il resto, occupa quelle dannate sedie.
Una precisazione: quando arriva la sposa, ci si alza. Tutti si alzano per accoglierla e poi si torna seduti.
Come comportarsi durante l’aperitivo e il ricevimento del matrimonio…
Arriviamo alla parte della festa e del pasto. Se hai allergie o intolleranze gravi (intolleranza reale al lattosio, celiachia, crostacei, pesce, arachidi, frutta secca), e lo hai comunicato direttamente agli sposi, sappi che il catering o il ristorante è stato preventivamente informato. Per un servizio preciso a tavola, i posti sono stati assegnati dagli sposi e il maitre di sala e i camerieri hanno capito dove sono sedute le persone con menu dedicati. Per questo motivo, fare i capricci e spostarsi di tavolo non è una cosa buona. Anzi, diventa un problema!
Se proprio non riesci a sopportare di stare due ore seduta a tavola con gente che non conosci, o se preferivi stare al tavolo con gli amici o con chi ti piace, abbi la decenza di avvertire prima di tutto il maitre di sala, così è informato della situazione e può gestire il servizio.
Inoltre, gli sposi hanno concordato il menu in anticipo, lo hanno selezionato e pensato prima. Può essere che qualcosa non aggrada, ci mancherebbe, ma rompere i coglioni con richieste assurde o cambi di menu non è possibile. E, ripeto, non è un torto o una cattiveria, semplicemente non è possibile soddisfare la richiesta.
Fai la persona educata ed elegante, non toccare cibo e poi ti fermi da McDonald sulla strada del ritorno. Se hai gravi intolleranze, o temi di non poter mangiare, portati da qualcosa da casa.
In generale, considera che spostarsi, fare richieste assurde e scombinare le carte in tavola vuol dire creare un problema a gente che sta lavorando, e penso che il rispetto verso gli altri sia sempre dovuto!
Infine, tieni le borse vicino a te. Nelle ville e negli spazi a noleggio non è sempre possibile avere un guardaroba. Io so che ci si presenta tutti carini, con le micro borse abbinate all’outfit, ma che poi dietro c’è un zaino che contiene metà della casa. E ci sta, ci mancherebbe. Ma dovrà restare con te. Non si mette al tavolo prima, non si va a cercare il posto, non si va a guardare.
La motivazione è semplice: se fa caldo, la mise en place non è ancora terminata e a nessuno piace mostrare i lavori a metà. E poi, prima di tutti, i fotografi devono fare le foto agli allestimenti. E la sala con la giacca sulla spalliera, con i cellulari sui tavoli o le borse di tela e gli zaini sulle sedie, non si possono vedere!
Come si fa? Opzione 1: tieni tutto in macchina, e vai a prendere la borsa al bisogno (ma se non riesci a stare sui tacchi e senti il bisogno di cambiare scarpe dopo la cerimonia, vedi ciò che ho scritto prima). Opzione 2: tieni tutto vicino a te, in un punto comodo della zona dell’aperitivo e sposti poi la borsa quando è l’ora di entrare in sala.
Devi anche sapere che nella maggior parte dei casi nella zona della cena non si tornerà più, e la parte finale della serata si farà in un’altra zona. Prendere posto troppo presto è proprio inutile.
A questo punto, so bene che qualcuno si potrebbe risentire e dire: “Se mi devi trattare così, sto a casa” e io rispondo: “Esatto, fai bene”. Perché andare a un evento sociale, dove ci sono tante persone presenti e dove stanno lavorando tante persone significa doversi sopportare, portare rispetto gli uni per gli altri e capire che non si può sempre avere tutto. Un evento sociale è scomodo, richiede una etichetta e delle regole. Non le vuoi rispettare? Non vuoi mettere la giacca? Pensi che il non poter appoggiare la borsa sulla sedia e il non poter avere la coca cola sia un attacco alla tua persona? Nessun problema, stai a casa dove puoi girare in mutande, con l’aria condizionata e trovare tutto quello che ti piace nel frigorifero.
Tutto questo lo sto dicendo perché dietro a un matrimonio bisogna far combaciare le esigenze degli sposi, la buona esperienza per gli invitati e il lavoro di tantissimo personale che si sta facendo “il culo a capanna”.
La fine della serata
Il lato positivo del giorno del matrimonio è che la fine di questa tortura arriva prima del previsto. Se la giornata è stata pesante, se non sei nel mood o semplicemente se non vuoi più restare, il momento perfetto per salutare e andare è all’inizio dei balli. Dopo la cena c’è il taglio torta, quindi un momento per il buffet di dolci e di seguito il party.
Ecco il segnale di via libera! Da qui in poi, ogni momento è buono per congedarsi.
Prima di lasciare la festa, si passa a salutare gli sposi. Poi si prende la bomboniera e si raccolgono le proprie cose, facendo in modo di portare via anche i piccoli gadget che sono stati preparati con tanta cura (ad esempio, segnaposti, menu personalizzati, foto ricordo, ecc.).
Insomma, non mi sembra difficile fare gli invitati perfetti, anzi, è un modo per dimostrare affetto ai propri amici, che si sono fatti in mille per organizzare una bella giornata e che ogni scelta è stata ponderata e valutata pensando alla maggioranza delle persone.
Un evento per 50, 80, 100,150 persone non può tenere conto delle esigenze personali di tutti, quindi si chiede sempre flessibilità sia agli sposi che agli ospiti. Solo con questo approccio la partecipazione sarà serena e piacevole per tutti. Lo stato d’animo con cui si partecipa, fa sempre la differenza… anche nella resa generale. Chi lo fa per forza, ma in realtà non ha voglia di essere presente, avrà il muso lungo e nessun coinvolgimento, e questa negatività si percepirà a forza, posso assicurarlo.
Foto di copertina generata con AI
