Per questo post avevo in mente un argomento diverso, poi però è accaduto qualcosa che mi ha fatto cambiare completamente l’argomento.

Cari sposi che state leggendo, vi do un consiglio da amica, da ex sposa come voi, da ragazza qualunque: EVITATE L’INTRUSIONE DEI GENITORI NEI PREPARATIVI.

I genitori sono preziosi, ci hanno insegnato tanto e sono sempre al nostro fianco, forti di un amore incondizionato e del loro esserci sempre. Ma a un certo punto, bisogna avere il coraggio di lasciare il nido e spiccare il volo.

I genitori hanno fatto il loro lavoro, dandovi tutti gli strumenti per affrontare il mondo. Poi devono lasciarvi il tempo di sbagliare. Non possono impicciarsi sempre su tutto.

Parlo usando il plurale perché il discorso vale sia per la sposa che per lo sposo, indifferentemente.

Evitare l’intrusione dei genitori è l’unico modo per poter vivere i preparativi del matrimonio in maniera serena e rilassata. Che non vuol dire tagliarli fuori dalle decisioni o non informarli di ciò che state organizzando, ma lasciargli un potere decisionale marginale.

Possono dare consigli e indicazioni, ma non devono decidere.

Mi rendo conto che l’argomento è complicato e potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno, ma tutto quello che scrivo è frutto di anni e anni di valutazioni e di matrimoni visti. C’è sempre l’eccezione, ma sono poche.

Dunque, ecco i motivi per cui dovete evitare l’intrusione dei genitori nei preparativi.

EVITATE L’INTRUSIONE DEI GENITORI NEI PREPARATIVI

L’argomento è stato scatenato da una scena a cui ho assistito, che mi ha lasciato con l’amaro in bocca e un grande senso di disagio.

Ero in un locale, io seduta che lavoravo al pc, e vicino a me, seduti al tavolo con un professionista del wedding (non io), c’erano: la sposa, lo sposo e i genitori dello sposo. Anche se il professionista cercava di parlare con gli sposi, c’era sempre l’intromissioni dei genitori di lui. SEMPRE. SU QUALUNQUE PUNTO.

Faccio davvero fatica a trasmettere quello che ho provato: i ragazzi sembravano ripetere a pappagallo quello che probabilmente gli avevano consigliato i genitori, più preoccupati di far star bene i loro parenti rispetto agli amici.

Quando una coppia dice che vuole fare tutto l’antipasto seduto, e il professionista gli chiede perché di questa decisione, e lo sposo guarda i genitori… capisci subito che stava dicendo quello che avrebbero voluto fare gli altri.

Senza contare di quanto fosse scocciato da ogni decisione che doveva prendere: secondo lui tutto era superfluo, anche se si capiva che la sposa avrebbe avuto piacere a dedicarsi un po’ di più al lato frivolo ed estetico del matrimonio (che poi è pure quello più bello).

Lo sposo voleva davvero tagliare su tutto, persino sulla musica, sostenendo che dopo la torta tutti sarebbero andati via, perché si sa che alla gente interessa solo mangiare e quando hanno finito vanno.

Certo… se il mood e il clima sono quelli, secondo me la gente se ne andrà anche prima!

Per uno sposo scocciato e una sposa che cercava l’attenzione di tutto il tavolo, c’erano i genitori che si preoccupavano di dettagli organizzativi davvero marginali e sempre fatti in favore loro.

Quando il professionista ha provato a obiettare che, forse, bisognava tenere conto anche degli amici dei ragazzi, che l’approccio di stare sempre al tavolo non era più valido e che rischiava di penalizzare la parte divertente del matrimonio, hanno fatto spallucce.

A un certo punto hanno affrontato l’argomento open bar. A parte che non sapevano cosa fosse (!), quando è stato specificato che si trattava di servire cocktail con superalcolici dopo il buffet di dolci, lo sposo, giovane, ha fatto una faccia come se gli avessero detto di fare sniffare cocaina dalla schiena di una stripper nuda.

Io mi sono trattenuta dal ridere, pensando che al mio matrimonio abbiamo inaugurato l’open bar praticamente dopo la cerimonia!

Fare scelte per soddisfare pochi invitati è sbagliato

La sensazione generale che ho avuto ascoltando origliando la conversazione è stata di poca attenzione ai particolari e poca voglia.

I genitori presenti erano preoccupati solo che:

  • il nonno di 99 anni non si stancasse troppo;
  • la zia non avesse piatti con i funghi, “perché sai che a lei non piacciono”;
  • tutti i parenti presenti vedessero i fuochi d’artificio.

Quando il professionista ha chiesto se ci fossero altri intolleranti, tra cui al lattosio, la suocera ha detto che “è un’intolleranza stupida, non ce l’ha nessuno” e la sposa, invece, ha dovuto dire che sì, invece ha diverse amiche a cui il lattosio dà fastidio.

Ecco, a quel punto mi è stato chiaro come i genitori fossero preoccupati SOLO dei loro invitati. Gli amici? Chissenefrega. Gli altri? Non importa.

Quello che conta è che il nonno di 99 anni non abbia nulla da ridire.

Forse questo post ha poco senso, o forse non troverai nulla di strano, ma io dovevo sfogarmi e lasciar andare il malessere generale provato. Mi stavo per alzare e andare dalla sposa a dirgli: “Tesoro, ti presto la mia auto, ma scappa il prima possibile: ti stai infilando in un matrimonio del cazzo. Ti stai sposando in realtà con sua madre, la quale sarà sempre pronta a dire la sua. Lui non è minimamente capace di ribellarsi e con questa voglia di vivere, non prevedo grande entusiasmo nella vostra vita”.

Ovviamente non l’ho fatto, sono rimasta seduta al mio posto ringraziando la mascherina che copriva tutte le mie espressioni, altrimenti mi si sarebbe letto in faccia il disgusto generale.

Commenti generali sulla situazione

Le riflessioni che sono nate sono tante.

In primis, i genitori dovrebbero essere tenuti lontano dalle trattative del matrimonio. Se due persone si stanno per sposare, significa che sono grandi abbastanza per iniziare la loro vita insieme. Questo comporta anche affrontare situazioni nuove, diverse, sconosciute.

Certo che è giusto e sacrosanto chiedere un consiglio o un parere, ma un conto è il parere, l’altro è far fare ai genitori tutto il lavoro di organizzazione perché non vi reputano all’altezza.

I genitori dovrebbero accettare che i figli facciano qualcosa che loro non farebbero, e non è detto che sia male. Anzi, nella maggior parte dei casi è solo diverso e altrettanto figo.

Al netto del buon senso, cioè del far stare bene gli invitati, del fare in modo che durante il buffet tutti abbiano di che mangiare e che le persone con oggettive difficoltà abbiano posto a sedere e vengano servite direttamente, per tutto il resto nessuno si deve preoccupare.

Forse farete felici i genitori e 3 parenti rompicoglioni, ma voi? Tutti gli altri vostri amici? Lasciar mettere becco ai genitori vuol dire organizzare nuovamente il loro matrimonio esattamente come è stato 30 anni prima.

Ma oggi le cose sono cambiate, sono totalmente diverse: non giuste o sbagliate, diverse, più curate anche grazie all’apertura verso il mondo intero.

Ok, sto delirando, ma forse questo post sconclusionato ti fa rendere conto di quanto male mi sia sentita in quel momento. Perché mi sono resa conto che le mie clienti, le mie spose sono una piccola isola felice, in cui le famiglie sono presenti ma (quasi) mai invadenti, che si fidano delle loro scelte e mi consentono di lavorare al meglio, sapendo che farò gli interessi di tutti.

Inoltre, nonostante lavori da tantissimi anni, c’è ancora molto bisogno di questo blog, del podcast e di tutto il materiale che propongo e che deve essere assolutamente condiviso e arrivare a quante più future spose possibili, per aiutare a organizzare in maniera serena il loro matrimonio.

Dunque, tu che stai leggendo questo post delirante puoi andare a sbirciare tutte le risorse gratuite sul matrimonio che ho preparato per te. E poi, puoi condividerlo con la tua amica o collega futura sposa.