Ti racconto una vera proposta di matrimonio

Questa mattina, come ogni mattina, mentre bevevo il caffè, cazzeggiavo su Instagram.

So che non è una buona abitudine, ma è l’unico modo che funziona per connettermi col mondo, l’unico modo per riattivare i neuroni addormentati.

Accendere la TV o la radio non funziona, le percepisco come “rumorose”; il giornale non ce l’ho e comunque richiede una concentrazione troppo elevata, quindi cellulare + immagini da scorrere sembrano essere un buon compromesso.

Certa che le mie abitudini mattutine ti interessano poco, ti volevo solo raccontare questo episodio.

Su Instagram ci sono delle foto meravigliose e si trovano tantissime idee per l’organizzazione del matrimonio. Così tante idee che avevo anche scritto un post su come usare Instagram per organizzare il tuo matrimonio.

Non mancano mai foto delle proposte di matrimonio.

Ragazze bellissime (mai un cesso), con trucco e parrucco perfetti, in posa da catalogo, con uno scenario studiato per Instagram. Non c’è nulla fuori posto o “storto”. Soprattutto, i colori e il set fotografico scelto sono perfetti con il tema del profilo della ragazza. Ma te pensa che coincidenza.

Davvero te lo devo dire che sono tutte preparate?

Secondo me funziona così: prima lui chiede a lei di sposarla, dopo preparano il set fotografico, lei fa shopping e passa dal parrucchiere e prova le pose migliori davanti allo specchio e quindi si fanno gli scatti che resteranno per sempre nel mondo web.

Che, per l’amor di Dio, se ci tieni così tanto ci sta… ma se ripenso alla mia proposta di matrimonio, non rinuncerei a quel momento per nulla al mondo, nemmeno per una foto “da Instagram”.

Ti racconto una vera proposta di matrimonio

Di matrimonio si parlava da un po’. 

Credo che sia normale. Quando due persone formano una coppia ormai da qualche anno, stanno bene insieme, magari già convivono, hanno valori e obiettivi comuni e  parlano del futuro in maniera concreta, cioè valutando scelte di vita a lunghissimo termine e non solo limitandosi a prenotare le vacanze estive con qualche mese di anticipo, il discorso matrimonio arriva.

Se entrambi credono nel vincolo del matrimonio e sono propensi a dire “sì”, allora sognare quel momento viene davvero naturale.

La sorpresa non è stata la proposta, quanto il momento.

Un normalissimo lunedì sera. Ci si trova a casa, dopo il lavoro. Si esce per una pizza al trancio nella nostra pizzeria preferita. Non ricordo nemmeno di essermi cambiata…

Cena tranquilla e rilassata, tante chiacchiere, tanta serenità.

Tornati a casa, mi chiede di andare a spegnere la luce dell’abat-jour lasciata accesa in camera.

Strano, ero sicura di aver spento tutto. Faccio un po’ di resistenza, adducendo motivazioni per me molto razionali: non ha senso spegnerla, tra poco andiamo a nanna, se anche resta accesa un’ora che problema c’è, appena vado in camera la spengo.

Ma insiste e quindi, per quieto vivere, vado in camera a spegnere quella dannata luce.

Casa era in disordine. Sul divano c’era accartocciato il plaid dalla sera prima e sul tavolino ancora le tazze delle tisane, sul tavolo dell’ingresso la spesa non ancora messa a posto e in camera la situazione era pure peggiore: letto sfatto, pigiami abbandonati dalla mattina, Dafne piazzata tra i cuscini storti e stropicciati.

Con questo scenario a fare da sfondo, sull’abat-jour vedo una scatolina. QUELLA SCATOLINA. Inconfondibile.

Addio compostezza, addio “posa”, addio buon senso: lancio la borsa sulla cassapanca, afferro la scatolina e torno in sala saltellando, con un sorriso enorme stampato in faccia.

Lui mi aspettava un po’ emozionato.

“Cos’è?” dico con il fare più sornione che conosco, pronta ad allungare la mano sul piano della cucina e  brandire i Miracle Blade se fossero stati un paio di orecchini.
“Apri”, ordina.

La scatolina era impacchettata e infiocchettata. Disfo tutto come una bambina la mattina di Natale e, per fortuna, la scatolina contiene un anello.

Anzi, L’ANELLO!

Ancora più bello di quello che piaceva a me.

Lo guardo, inizio a saltellare, ripeto come una macchinetta “sì sì sì sì sì sì sì sì”, abbandonando completamente il contegno e la posa e il decoro.

Il mio fidanzato mi stava chiedendo di sposarlo… come potevo pensare a mantenere banale contegno??

Torno solo per un attimo lucida e chiedo (inutilmente) conferma.

“È quello che penso?”
La risposta è giusta! “Sì. Mi vuoi sposare?”
“Sì sì sì sì sì sì sì sì sì sì sì sì”

Bacio, corro da Dafne a dirle che “ci sposiamo”, intendendo che io e lei avremmo sposato lui, quindi ancora tanti baci e festeggiamenti privati.

Mi riprendo. Mi calmo -per quanto possa calmarmi-, faccio la peggiore foto di sempre alle nostre mani e la mando subito a mia sorella e alla mia migliore amica.

Mia sorella sapeva dell’intenzione della proposta e la mia migliore amica è stata coinvolta nella scelta dell’anello… quindi tutte erano in attesa di sapere quando mi avrebbe chiesto di sposarlo.

La mia proposta di matrimonio è stata così, improvvisa, romanticissima, spontanea. LA MIGLIOR PROPOSTA DI MATRIMONIO DI SEMPRE.

Certo, anche a me sarebbe piaciuta avere una foto da Instagram, ma… non saremmo stati noi. 

E la spontaneità, la naturalezza del momento e le emozioni sono, alla fine, quelle che ti porti dentro. Inclusa una brutta -ma indimenticabile- foto.

Questa.

proposta di matrimonio 

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[Hai ricevuto anche tu la proposta di matrimonio? Bene, abbiamo un matrimonio da organizzare.]

Mentre scopro chi penserà al mio, al tuo ci penso io!

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