3 consigli + 1 per essere i perfetti invitati al matrimonio

Questo post è per tutte le persone che sono invitati al matrimonio.

Non importa se sei la migliore amica della sposa, la fidanzata del cugino di secondo grado, il compagno della collega dello sposo, una parente stretta o una carissima conoscente degli sposi.

Qualcuno ha pensato che per loro sei una persona importante, ti ha aggiunto alla lista degli invitati e ti ha consegnato una partecipazione con invito.

Mia cara, sei ufficialmente invitata al matrimonio.

Non ho ancora capito se questo invito suona più come una condanna a morte o come la nomination al Grande Fratello. A volte sembra che ricevere una busta di Equitalia sia quasi più gradita.

O una busta di Maria De Filippi, che puoi decidere di non aprire.

Che io già li vedo gli amici invitati: tra regalo, abito nuovo per tutti i partecipanti, viaggio e -a volte- trasferta fuori casa, preferiscono quasi non farsi trovare che accoglierti per la partecipazione.

Ovviamente sto esagerando, ma devi riconoscere che per i tuoi ospiti un matrimonio non è poi una passeggiata di salute.

Però questo post non è per le spose, ma per gli invitati al matrimonio.

Dopo 7 anni di matrimoni, tante chiacchierate con le spose e con i fornitori, questa guida sembrava essere diventata necessaria.

3 consigli + 1 per essere i perfetti invitati al matrimonio

La verità è che nel 2019 sembra si siano dimenticate la buona educazione e le buone maniere.

Sono la prima che sostiene che alcune regole del galateo siano alquanto vetuste, ma da modernizzarle a dimenticare come si sta al mondo, ce ne passa.

Eppure le buone maniere dovrebbe avertele insegnate la mamma da piccolo. 
Dire grazie quando qualcuno ha un gesto cortese nei tuoi confronti, cedere il posto sull’autobus alle persone anziane, alle ragazze incinte e ai bambini, non presentarsi a casa di qualcuno senza invito, dopo le 9 di sera e comunque farlo sempre con un piccolo presente per la padrona di casa, togliere il cappello nei luoghi chiusi e vestirsi adeguatamente alla situazione in cui ci si trova.

Non mi sembrano concetti rivoluzionari, eppure quando capitano ci si stupisce della troppa educazione. 

Rispolveriamo la buona educazione per il giorno del matrimonio dei tuoi amici e per guardarti il titolo di perfetto invitato al matrimonio

Si conferma sempre la presenza

Questo è un errore che spesso si fa in buona fede, lo riconosco, ma sappi che bisogna sempre confermare o meno la presenza dopo aver ricevuto un invito.

Che si tratti di una pizzata organizzata nel gruppo whatsapp della compagnia di quando si era giovani o una banale festa, è buona educazione confermare la presenza.

Quindi questa regola vale ancora di più quando sono si tratta di un matrimonio e la partecipazione si riceve ancora cartacea. Un tocco che classe che spero non venga mai a mancare.

Sulla partecipazione c’è sempre scritto: “si prega di dare gentile conferma” o il sempre verde “r.s.v.p” (acronimo francese che significa “si prega di dare conferma”.

Non viene messo per riempire la riga vuota o perchè “lo fanno tutti”: ha un significato ben preciso.

Guarda, faccio la persona moderna: ti concedo di confermare con un messaggio su Whatsapp!

Nota importante: se sull’invito c’è solo il tuo nome, sei invitato solo tu. Non è carino mettere in difficoltà gli sposi e chiedere di portare qualcuno.

Gli auto-inviti non sono mai graditi.

Ci si presenta vestiti adeguati

Non è solo galateo, è buona educazione. 

Ad un colloquio di lavoro non ti presenti in disordine, in pantaloncini corti o con abiti da mare e da tempo libero.
Ad un appuntamento con il ragazzo che ti piace non ti presenti in tuta.
Ad un matrimonio non si indossano abiti cortissimi, scollatissimi, troppo nudi, troppo esagerati, di colore bianco o in total black.

(Accetto il nero in un abitino carino, con degli accessori molto colorati che spezzano l’insieme. Se proprio vuoi un colore scuro, impegnati per il blu).

Queste regole sono ancora più tassative se il matrimonio è religioso. In chiesa ci si copre.

Le stesse regole su scollature e abiti corti o nudi sono valide anche per la sposa, quindi non pensare che ce l’abbia solo con gli invitati al matrimonio.

Non è necessario spendere cifre da capogiro per degli abiti che poi restano a vita nell’armadio, non serve indossare per forza un abito nuovo ad ogni matrimonio, anzi, puoi sempre riciclare qualcosa che hai già messo e che ti sta particolarmente bene, magari cambiando accessori.

Non sai cosa mettere o come vestirti? Chiedi ad un’amica o alla tua mamma.

Che io non sia una talebana lo dimostra anche il fatto che non obbligo nessuno alle collant velate in piena estate e concedo pure un bel sandalo gioiello (con l’eccezione che sia su un piede curato). Ma, per favore, buon senso in generale.

Ci si presenta facendo un regalo.

Ad un matrimonio, si fa il regalo agli sposi.

Se non c’è una lista nozze, è implicito che il regalo sia “la busta”, quindi dei contanti che gli sposi potranno usare come vogliono.

Ottima cosa è chiedere agli sposi, magari proprio mentre ti consegnano la partecipazione, che tipo di regalo desiderano, se hanno pensato ad una lista nozze o hanno richieste particolari.

Esiste quel concetto per cui il regalo deve piacere a chi lo ricevere (e non a chi lo fa).

Quanto mettere in caso di busta?

Ho quasi paura a scriverlo, ma ho deciso di affrontare questo spinoso argomento. Che tanto già lo sai che sarò #simpaticadomani.

La regola generale è che il regalo deve coprire il costo del pranzo/cena + un extra per gli sposi.

Ovviamente poi dipende dal rapporto che si ha con gli sposi stessi, dalla zona d’Italia in cui si vive e – non da meno – dalla disponibilità economica.

Nessuno chiede a chi non può di rovinarsi il budget familiare per partecipare ad un matrimonio, ma diciamo che un minimo di € 100 a persona adulta è considerato equo.

Non puoi fare il regalo?

Dillo agli sposi, fallo presente. Accipicchia, sono amici e sanno come stanno le cose. Non si stupiranno e non ci rimarranno male. Piuttosto, chiedi se puoi contribuire con un piccolo presente “fisico”: una smart box (ce ne sono di tutti i budget), qualcosa per la casa, un pensierino.

AVVISA SEMPRE!

Non c’è niente di peggio che inseguire le persone.

Secondo le spose, questa è la cosa che più scoccia. Non è possibile (e non posso che concordare) a pochi giorni dal matrimonio non sapere se qualcuno viene o no.

Piuttosto declina l’invito, che ad aggiungere qualcuno si fa sempre in tempo.

Devi sapere che le spose chiedono conferma di partecipazione non per stressare gli invitati al matrimonio, ma perchè devono dare il numero al ristorante.

Questa cosa probabilmente ti è famigliare se ti sei appena sposato, se invece per te è la prima volta te lo racconto senza censure.

Circa 10 giorni prima del matrimonio i catering chiedono conferma agli sposi del numero di coperti. Chiedono anche allergie particolari e gravi, intolleranze, cose a cui prestare attenzione.

Quindi se sei celicaco/intollerante al lattosio/vegano/vegetariano/problemi di qualunque altro genere, comunicalo agli sposi al momento della conferma della presenza.

Se si dimenticano, perdonali: lo stress e le cose da seguire sono tantissime, quindi qualche svista è concessa.

Un conto sono imprevisti di lavoro o di malattia, l’altro e tenere in sospeso la conferma per motivi. Piuttosto, declina.

 

Cosa c’entra questo post con il coordinamento del matrimonio? Nulla, ma il mio lavoro è aiutare le spose e queste sono le lamentele più comuni che ho raccolto in 7 anni di onorata carriera.

Quindi, se tutte dicono sempre le stesse cose, un fondo di verità ci sarà. 

Questo post è poca cosa, ma se già fa riflettere qualcuno su come gestire in maniera elegante la propria presenza come invitati al matrimonio, sarò già molto soddisfatta.

 

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Disclaimer:
Questo post è stato scritto pensando a tutte le spose con cui mi sono confrontata negli anni.
Nessun riferimento a persone conosciute o fatti personali è incluso in questo post.
Io e Luca siamo stati molto fortunati.

 

 

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